15 ottobre 2006

La Resistenza non è inutile

Dave Kopel on School Violence on National Review Online

Questa notizia è interessante, perché mostra come la politica di passività e regressione che tanti danni ha fatto alla società occidentale sta cominciando a dare i suoi primi segni di regressione.

Per chi non legge l'inglese, nel distretto scolastico di Burleson, a Fort Worth in Texas, agli alunni vengono date lezioni su come comportarsi nel caso un uomo armato entri in una classe.

L'insegnante è Robin Browne, un Maggiore nella Riserva dell'Esercito della Gran Bretagna ed uno degli isatruttori per la Response Options, la società incaricata dell'addestramento nelle scuole di Burleson.

Rispetto a quello che veniva insegnato fino a pochi anni fa, le istruzioni e i consigli impartiti sono molto differenti: non fermarsi, non sottomettersi, non nascondersi, fuggire se si ha l'opportunità, attaccare l'aggressore se non si può fuggire.

Una classe di adolescenti, ma anche di bambini delle elementari che non si ferma e non si sottomette, ma invece reagisce scagliando tutto quello che ha sottomano contro l'aggressore, ha molte più possibilità di uscire con un numero di morti e feriti inferiore e probabilmente anche di sottomettere l'aggressore.

Non si tratta di fantasie.

La dove la reazione è stata immediata e violenta, in molti casi ci sono stati pochi se nessun morto e solo alcuni feriti, mentre la dove la reazione è stata di attendere, parlamentare, nascondersi, il numero di morti e feriti è stato molto superiore.

Quando, in Italia, si insegnerà ai bambini e agli adulti che non sono indifesi e incapaci, ma abili e pericolosi?

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