11 novembre 2007

Transumanesimo e politica economica (parte 1)

Una delle critiche espresse più di frequente all'idea di transumanesimo è quella che solo una parte della popolazione possa avvantaggiarsene: i più ricchi. Questi oppositori del transumanesimo preferiscono che nessuno possa migliorare se non possono farlo tutti. Ovviamente questa posizione è moralmente inconsistente, perché finirebbe per giustificare e fomentare azioni crudeli, sanguinarie e totalmente irrazionali:

ad esempio, si potrebbe giustificare con la stessa logica, il divieto per tutti i malati di diabete di utilizzare l'insulina e altri farmaci, solo perché alcune popolazioni sono troppo povere per potersi permettere delle cure adeguate. Ma, anche se gli si regalasse l'insulina, i farmaci e tutto quello che è necessario per usarli, questo cambierebbe la situazione? Non dovremmo preoccuparci di capire perché queste popolazioni non possono permettersi questi farmaci e tutti gli altri farmaci comuni nel mondo moderno? Se non risolviamo questo problema, come potremo mai rendere queste popolazioni indipendenti dal nostro continuo aiuto?

d'altro canto, se il sig. A non potesse usare una determinata cura salvavita solo perché il sig. B è troppo povero per potersela permettere e il sig. A non può o non vuole pagare per la propria cura e quella di B, cosa impedirebbe al sig. A di pianificare la morte di B per essere libero di usare la cura? Si riproporrebbe il dilemma dei due naufraghi che lottano per il possesso di un singolo salvagente, che anche nella giurisprudenza moderna non è considerata un reato, in quanto ogni singolo individuo ha il diritto inalienabile di tentare di preservare la propria vita, anche se questo implica un danno anche fatale ad altri (anche detta legittima difesa).

La mia personale opinione, in linea con gli insegnamenti liberali e libertari è che chiunque sia in grado di provvedere con i propri mezzi al proprio upgrade non dovrebbe esserene impedito, a meno che l'upgrade non comporti un grave pericolo per le altre persone(1).

Qui, però, si inseriscono alcuni sostenitori del transumanesimo che temono che il mercato sia incapace di fornire le tecnologie transumaniste a tutta la popolazione. Anche loro temono che le tecnologie transumaniste saranno troppo costose per un periodo troppo lungo, e quindi la popolazione si dividerà tra chi può permettersi di pagare gli upgrade e chi non può permetterselo. In particolare nel caso delle tecnologie di life-extension. La loro soluzione, invariabilmente, implica l'utilizzo dello stato come mezzo per permettere anche ai più poveri di accedere alla tecnologia transumanista, attraverso i soliti ben conosciuti metodi di redistribuzione del reddito: tasse e sussidi. Potrà sembrare strano, ma la posizione di questo gruppo è speculare a quella degli oppositori del transumanesimo di cui ho discusso in precedenza.

Entrambi temono un mondo in cui i benefici delle tecnologie transumaniste siano a disposizione solo di una minoranza che ha i mezzi economici per permetterseli, la differenza è che un gruppo pensa di poterli regalare a tutti e l'altro pensa che non sia possibile.

Non si tratta di un problema nuovo, perché già adesso ci sono situazioni simili, che eccitano simili sentimenti nei vari gruppi di anime belle in giro per il mondo. Il problema, ad esempio, dei farmaci contro l'AIDS per i paesi poveri è simile. L'Istituto Bruno Leoni  nell'articolo di Bruno Mingardi La salute non si brevetta affronta questo problema.

L'articolo argomenta chiaramente come anche se si permettesse alla Thailandia di disporre di questi farmaci a basso prezzo, il vero problema è il perché la popolazione è così povera da non potersi permettere i medicinali, da non potersi permettere un numero di medici adeguato alla popolazione, e di come anche se i medicinali costessero poco, difficilmente potrebbero essere usati da una popolazione che non ha abbastanza medici, ospedali e le necessarie strutture di contorno. Il risultato più probabile di permettere al governo thailandese di produrre liberamente quei farmaci a basso prezzo sarebbe solo quello di permettere all'industria farmaceutica thailandese (di proprietà dello stato) di vendere quei medicinali in concorrenza sui mercati dei paesi più sviluppati e di arrichire ingiustamente i burocrati e i politici thailandesi.

(1) In questo, però, non voglio essere frainteso: se una persona decidesse di farsi fare degli artigli in stile Wolverine questo non è ragione sufficiente per impedirglielo, perché quella persona mantiene la capacità morale che aveva in precedenza di decidere se usarli o meno; se, d'altro canto, decide di alterare il suo cervello in modo da eliminare completamente ogni freno morale in modo permanente, in modo da non avere nulla che gli impedisca di uccidere o infliggere dolore senza esitazione e rimorso (in pratica diventando psicopatico), allora la cosa è differente. Questa persona avrebbe una pericolosità sociale enorme e, a norma della legge italiana, dovrebbe essere tenuto rinchiuso in un Ospedale Psichiatrico Giudiziario. Questo anche se non avesse fatto ancora nulla, perché mancherebbe della capacità di reprimere i suoi istinti omicidi e sarebbe simile ad una mina vagante.

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