16 settembre 2009

Come Wikipedia e Google abbatteranno l'Establishment di tutto il mondo

Sulle pagine di Lew Rockwell, Gary North ha recentemente scritto due articoli molto interessanti al riguardo dell’iniziativa del M.I.T. OpenCourseWare e su Wikipedia e Google:
  1. Wikipedia and Google Will Bring Down Establishments All Over the World
  2. M.I.T. Calls Academia's Bluff
Per chi legge l’Inglese il consiglio è di leggere gli articoli dall’originale, per chi non lo legge esiste Google Translate [1] [2]
Partiamo con Wikipedia e Google (il prossimo post si occuperà del M.I.T.).
La tesi di North è che attraverso Wikipedia sta diventando sempre più facile rendere disponibile alle persone interessate anche le più oscure informazioni disponibili. E porta l’esempio di un economista tedesco che gli era stato nominato all’inizio del 1990 per aver scritto un libro sull’impossibilità per la Germania di allontanare i lavoratori turchi che vi abitano e lavorano, in quanto questi avrebbero rovinato l’economia tedesca ritirando i loro risparmi per portarli con se in Turchia.
Di recente, facendo una ricerca con Google, il secondo (adesso è il primo) risultato che ha trovato è una pagina della Wikipedia tedesca su Paul C. Martin (il nostro economista tedesco), in tedesco ovviamente. Ma, di fianco al risultato, Google mostra anche un link “Traduci questa pagina”. Google sapeva che North leggeva l’inglese (North erronamente scrive Wiki).
Wikipedia ha enormemente aumentato la possibilità di divisione del lavoro intellettuale, fornendo la possibilità di scrivere e postare liberamente e gratuitamente a tutti. Il suo modello funziona perché la maggior parte degli utenti è bene intenzionata e non vandalizza le pagine, mentre lo sforzo di riparare una pagina vandalizzata è minore di quello necessario a vandalizzarla. La maggior parte degli utenti edita le pagine per migliorarle (corregge errori, aggiusta l’impaginazione, aggiunge illustrazioni). Nel caso di differenti opinioni, l’articolo normalmente le espone entrambe e nel caso di una scontro tra una editori, l’articolo viene bloccato e solo gli utenti registrati possono editarlo; in casi estremi l’articolo viene revisionato da un comitato per assicurarne l’imparzialità. Con il tempo, ma ad una velocità incredibilmente rapida rispetto alle enciclopedie classiche, il contenuto della Wikipedia migliora, gli errori vengono corretti, gli argomenti trattati espansi e riferimenti bibliografici vengono aggiunti per ogni affermazione.
Insieme al servizio di traduzione automatica di Google, che continua a migliorare e che, probabilmente entro un decennio o due diventerà altrettanto abile nelle traduzioni quanto un qualsiasi traduttori non cresciuto bilingue, questo permette a chiunque disponga di una connessione internet di ottenere la conoscenza di base in ogni campo dello scibile umano. Sempre più spesso anche scienziati professionisti usano la Wikipedia per le loro ricerche e alcuni di loro anche si prendono la briga di editare, correggere e creare nuovi articoli nelle materie di loro competenza, rendendone sempre più attraente l’utilizzo ad altre persone.
Grazie alla traduzione degli articoli esistenti, lo studio della storia e di altre materie cambierà per sempre. Sarà molto più facile ed economico sapere che cosa altri popoli pensano di guerre, rivoluzioni, invenzioni, etc. Questo farà si che il revisionismo storico si diffonda, mano a mano che un maggior numero di fonti si rende disponibile per gli studiosi. E questo farà soffrire l’Establishment di ogni nazione.
Da chi ottenne l’dea di Wikipedia il suo creatore? Da un economista ormai defunto: F. A. Hayek che scrisse un articolo nel 1945 intitolato “L’uso della Conoscenza nella Società”. Uno dei più importanti articoli nella storia dell’economia. E chi gli parlò di Hayek? Mark Thornton, economista al Mises Institute. Lo stesso che rende disponibili gratuitamente migliaia di articoli e libri in formato PDF.
Fino ad un decennio fa Google e la Wikipedia non esistevano.
Ma esistevano migliaia di biblioteche di materiale storico di interesse locale o specializzate in particolari tematiche. Per esempio, la James Smith Noel Collection (Noel Memorial Library Louisiana State University in Shreveport) ha un enorme collezione di libri di antiquariato, tra cui una incredibile raccolta di testi sulla Guerra di Secessione Americana. Ma nessuno la conosce, infatti è come se fosse chiusa al pubblico. Oppure un’altra importante Università del Sud degli USA, dove esiste la più grande collezione di materiale sul Ku Klux Klan. L’Università non pubblicizza l’esistenza del museo per ragioni di correttezza politica, così gli unici ad accedervi sono quelli che ne conoscono l’esistenza attraverso il passaparola e sono interessati a studiare la storia del Klan.
Ma, collezione dopo collezione, Google sta digitalizzando decine di milioni di libri e li sta rendendo disponibili ai suoi utenti, probabilmente l’80% dei libri stampati prima del 1923 saranno online entro mezzo secolo. Tutto quello che serve è forza lavoro e scanner, che diventano sempre meno costosi.
Per 16 centesimi di $ alla pagina (tagliando la spina del libro) o per 36 centesimi di $ per pagina (senza tagliare la spina del libro) è possibile creare un file PDF il cui testo può essere indicizzato da Google. Con 10-20$ all’anno si può avere un sito web pronto all’uso e si possono postare questi PDF. QUale che sia il loro linguaggio, questi libri saranno online; e saranno consultabili in ogni lingua grazie ad una traduzione automatica.
Poi seguiranno le collezioni di lettere, che sono più complesse da digitalizzare perhé scritte a mano, ma arriveremo anche a quelle.
Il costo di scrivere e studiare la storia crollerà. Questo adesso è impossibile, perché una ricerca in un museo o in una biblioteca storica può costare 300$ al giorno, se non anche il triplo in città come Londra o Berlino. Pochi si possono permettere questi costi e ancor meno possono permettersi lunghi periodi di studio. Anche un comune appassionato sarà in grado di compiere delle ricerche approfondite e competere sullo stesso livello dei professionisti accreditati.
Presto quello che conterà sarà l’intelligenza delle persone e la loro visione, non il loro conto in banca o l’accreditamento dato dai rappresentanti di qualche istituzione. L’Establisment si ritroverà sulla difensiva. Questo sta già avvenendo adesso e può solo crescere. La verità si frammenterà, nuovi paradigmi sorgeranno attraverso la competizione. La qualità del pensiero migliorerà quando il conto in banca (personale o di una istutuzione) non sarà più una barriera all’ingresso.

Il flusso dell'informazione non è più controllato dai tradizionali guardiani, per la prima volta nella storia.
I guardiani controllano ancora i cancelli, ma i muri di cinta hanno dei buchi che si stanno ingrandendo.
I guardiani controllano ancora l'accreditamento, ma non controllano più i contenuti, a parte la dove la ricerca primaria è di per se molto costosa (fisica nucleare, per esempio). Ma nelle scienze umane il controllo è quasi finito.
Se trovate qualche cosa che vale la pena di essere postato in rete, fatelo. Chiamatelo "Post interessante". Batte le rivoluzioni armate a mani basse. Create un video corso online a proposito della vostro argomento controverso preferito e mettetelo su YouTube o Blip.tv. Fate come Salman Khan, www.KhanAcademy.org , un laureato del MIT e dell'Harvad School of Business (imprenditore di successo) che ha usato stumenti gratuiti o a basso costo per produrre più di 800 corsi video su materie come chimica, fisica, matematica, economia, statistica, etc.




In breve, se vedite qualche cosa di malvagio che traballa, dategli una spinta.

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