15 settembre 2012

Il Futuro e i suoi Nemici 2


Cosa fare?
Il problema è prettamente economico: come aumentare e proteggere il proprio patrimonio in tutto o in parte per poter poi soddisfare i propri desideri. Si tratta principalmente di un problema prima di conoscenza e poi di azione.
La conoscenza della scienza economica è quindi fondamentale, perché da gli strumenti per comprendere il mondo che ci circonda e prendere delle decisioni razionali sulle azioni da intraprendere. Quando parlo di scienza economica intendo la Scuola Austriaca di Economia (Mises.org e  vonmises.it) che tratta l'economia come una scienza umana e non, come le altre scuole di economia, come una scienza fisica. La differenza fondamentale tra la Scuola Austriaca e le altre scuole economiche è che queste ultime, invariabilmente, prediligono la pianificazione centrale da parte del governo (e di chi altro, altrimenti?). Questo spiega perché le istituzioni governative sono piene di loro esponenti e perché le istituzioni bancarie e finanziarie protette di governi ne sono altrettanto piene. Sono coloro che propagandano e giustifica ogni intervento governativo nell'economia; come dice il proverbio "chi paga la banda sceglie la musica". Per il resto, se si guarda agli economisti che sposano queste scuole che non lavorano per lauti stipendi pubblici, sono quasi invariabilmente poveri o comunque hanno perso e fatto perdere un mucchio di soldi. Un esempio?
Peter Akos Bod, ex-governatore della Banca Centrale dell'Ungheria e attualmente professore di economia all'Università Corvinus di Budapest: nel 2008, pochi mesi prima del collasso della Lehman Brothers Holdings Inc. e due mesi prima della richiesta di un prestito di emergenza da parte del governo ungherese, fece un mutuo sulla casa e potendo scegliere tra un 16% annuo in fiorini ungheresi e il 6% scarso annuo in Franchi Svizzeri decise, dopo essersi fatto i conti, di scegliere il prestito in franchi svizzeri. Tre anni dopo, il Fiorino Ungherese è sceso del 40% rispetto al Franco Svizzero e il debito si è gonfiato in propozione.
"Era razionale", ha detto della sua decisione di 2008 in un'intervista nella capitale ungherese. "L'ho messo in un modello.

Oppure, avete sentito parlare della Long Term Capital Management
Il racconto in breve è che futuri vincitori del premio Nobel, Myron Scholes e Robert Merton C. insieme a John Meriwether fecero scommesse con leva finanziaria enorme (con 4 milirdi di $ di capitale del 1994 avevano esposizione fino a 1.200 milirdi di $) basate su un modello che presumeva che il rendimento dei titoli dovesse convergere sul lungo periodo. Tutto bene i primi anni, quando il rendimento arrivo al 40% annuale. Poi arrivò la crisi economica in Russia nel 1998 e i rendimenti smisero "inaspettatamente" di convergere. L'azienda inizio a perdere soldi per gli investimenti errati e i clienti a ritirare la liquidità. E, improvvisamente, la azienda aveva solo 400 M di capitale contro una esposizione di 100 miliardi. Anche in quel caso, la Federal Reserve Bank di New York organizzò un salvataggio, dato che LTCM faceva affari con tutte le istituzioni principali di Wall Street (e quindi se falliva rischiava di portarsele tutte dietro).

La fede nei modelli matematici era mal riposta, perché gli esseri umani non sono palle da biliardo. Hanno degli obiettivi e agiscono per raggiungerli. Non reagiscono alle sollecitazioni come degli oggetti inanimati. Quindi una equazione matematica non può descrivere e predire il loro comportamento.

Quindi, studiate l'economia, ma ricordate che ci sono se la Scuola Austriaca di Economia è paragonabile all'Astronomia, le altre sono paragonabili all'astrologia. E gli economisti che le compongono sono ottimi astrologi di corte. Prevedono sempre il futuro esattamente come piace al principe.
(continua)