21 maggio 2008

L'Hacker della Memoria

Popular Science ha un articolo interessante su  Ted Berger, un ricercatore che ha fondato una azienda che si interessa allo sviluppo di un chip in grado di interfacciarsi in modo bidirezionale con il cervello. A finanziare il progetto ci sono la National Science Foundation e il National Institutes of Health con 3 milioni di $ all'anno. A cui si aggiungono i fondi dell' Office of Naval Research del Pentagono e quelli del DARPA ( Defense Advanced Research Projects Agency ). Attualmente il loro chip riesce a simulare il funzionamento di 18.000 neuroni contemporaneamente e presto inizieranno le sperimentazioni sui topi. Certo 18.000 neuroni sono pochissimi, in confronto ai 100 miliardi di neuroni che compongono un cervello umano, ma costituiscono un passo in avanti enorme si comparati allo stato dell'arte. Inoltre, una volta testato che il chip funziona in piccolo, nulla vieta di replicarlo in grande e di sfruttare i futuri progressi nella miniaturizzazione. Entro 4 anni potrebbero passare alla sperimentazione sulle scimmie e entro 15 anni ai primi soggetti umani. Potrebbe essere una soluzione per molti malati di Alzhaimer e aprirebbe l'era degli impianti che aumentano le potenzialità del cervello umano (una per tutte poter scaricare in un impianto le memorie necessarie per svolgere un compito).

The Memory Hacker | Popular Science

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