17 aprile 2011

Cambiamenti: le vendite di E-book superano quelle di libri cartacei

In Febbraio, le vendite di e-book negli USA hanno superato, per la prima volta, le vendite di libri cartacei.

Le vendite di e-book hanno totalizzato, in febbraio 90,3 milioni di $, il 202% in più rispetto all’anno scorso, secondo la Association of American Publishers. In Gennaio, Amazon annunciò che la vendita di e-book aveva superato quella dei libri cartacei.

All’inizio di Aprile, Barnes & Noble executive Marc Parrish ha previsto che le tradizionali librerie hanno solo due anni per adattarsi ad un mercato che è centrato sugli e-book.[1]

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ETICA «HACKER» E VISIONE CRISTIANA

Veloce segnalazione di un articolo su Civiltà Cattolica

ETICA «HACKER» E VISIONE CRISTIANA
Antonio Spadaro S.I.

Ormai è convinzione comune che gli hacker siano sabotatori, se non veri e propri criminali informatici. Parlare di etica hacker può allora suonare persino ironico. L’articolo cerca di fare chiarezza sulla loro storia, la loro vera identità e la loro «filosofia», distinguendoli chiaramente dai cracker, operatori di illegalità. Indagando i modelli di vita e di ricerca intellettuale hacker, fondati sulla creatività e la condivisione, se ne discute la compatibilità con una visione cristiana della vita. Senza paragonare indebitamente comunità hacker e comunità cristiana, si conclude come i cristiani e gli hacker oggi, in un mondo votato alla logica del profitto, hanno comunque molto da darsi, come dimostra del resto anche l’esperienza degli hacker che fanno della loro fede un impulso del loro lavoro creativo.

Civiltà Cattolica via Alex Knapp’s Robot Overlords

Il sito di Antonio Spadaro ha anche altri articoli interessanti:

Crossposted to  Estropico

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27 marzo 2011

Gli allarmisti di Fukushima sempre più disperati

The Register ha uno degli articoli meglio ricercati pubblicati al riguardo dell'incidente di Fukushima.

Per riassumerlo, la situazione dell'impianto nucleare è sotto controllo ormai da giorni. Nonostante le grida isteriche della stampa, non ci sono, fino ad ora, danni radiologici misurabili alla salute del personale della centrale o di nessun altro e tutto indica che rimarrà così anche in futuro. Ma i venditori di alberi morti e saponette di tutto il mondo stanno disperatamente tentado di dimostrare che c'è una crisi.

Una lieve esposizione di tre tecnici dell'impianto all'acqua radioattiva è stata riportata come un incidente grave, quando le radiazioni assorbite sono ad un livello inferiore a quello massimo permesso in casi di incidente in una centrale nucleare. I tre hanno ricevuto, al massimo, 170 MSievert, quando la dose ammissibile in caso di incidente nucleare è di 250 mSievert (aumentabile a 500 mSievert in caso di necessità). Oltre quella dose, il lavoratore deve essere ritirato dalla zona radioattiva. In nessuno di questi casi c'è un significativo rischio per la salute. I primi sintomi dovuti all'eccesso di radiazioni iniziano a 1.000 mSievert ma non sono comuni fino a 2.000 mSievert. A queste dosi, per vedere reali conseguenze sulla salute devono essere esposte un enorme numero di persone. Nei decenni a venire è improbabile che i ricercatori siano in grado di attribuire con certezza un qualsiasi caso di cancro al fatto di aver lavorato alla centrale di Fukushima.
Non di meno, nella iper prudente industria nucleare, qualsiasi dose oltre i 100 mSievert spinge i dirigenti a ritirare i tecnici dal campo, almeno temporaneamente. Per di più, i tre tecnici hanno subito delle lievi ustioni alle gambe dovute al contatto con l'acqua radioattiva (e calda), simili alle ustioni che uno riceverebbe stando un po' troppo al sole (che è un'altra centrale nucleare). Questi operai non hanno neanche notato le bruciature fino a dopo aver completato il loro lavoro. Ma, tanto per non rischiare, sono stati spediti a fare dei controlli medici. Quindi, in pratica, non è successo niente. Tre persone hanno subito danni pari a un lieve caso di eritema solare. Ma i reporter hanno diffuso la notizia in giro per il mondo con titoli come "Lavoratori giapponesi ospedalizzati per eccessiva esposizione alle radiazioni". No, per essere chiari, non era eccessiva.
L'acqua dei rubinetti di Tokyo. Due giorni fa i livelli radioattivi dell'acqua potabile dell'acquedotto di Tokyo (per il contenuto di iodio-131) hanno superato i livelli massimi raccomandati per il latte per bambini calcolato per il consumo di un anno intero. Per essere chiari, se dei lattanti bevessero l'acqua dell'acquedotto di Tokyo per un anno avrebbero una minuscola probabilità in più di sviluppare un cancro alla tiroide. Se si tiene presente che lo iodio 131 ha una emivita di 8 giorni, si può capire che in poche settimane scomparirà completamente. Il reattore di Fukushima non sta più producendo iodio 131 da quando è stato fermato due settimane fa e il calore prodotto dal reattore (quello che permetteva allo iodio di fuoriuscire) è a livelli minuscoli rispetto al momento del terremoto. Quindi era irresponsabile per le autorità suggerire di non far bere l'acqua ai bambini. Ma non si può non notare che il sindaco di Tokyo è del partito di opposizione e deve affrontare una difficile rielezione e ha già tentato di usare l'incidente di Fukushima per mettere in cattiva luce i suoi rivali politici. Anche perché il picco di iodio 131 dopo poco era già scomparso (ovviamente).

Nell'articolo ci sono altri esempi di crassa disinformazione da parte di giornalisti allarmisti di professione (non solo sul nucleare ma su un vasto catalogo di argomenti). D'altronde, i MSM (MainStream Media) fanno infotainment, non informazione.Devono tenere la gente attaccata al pagina o allo schermo, per poter vendere la pubblicità collegata. E nulla attrae come il sangue.

Questo è oltre l'ignoranza
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24 marzo 2011

Fuga dal Nucleare per motivi elettorali

La Germania sta valutando una transizione completa dal nucleare alle fonti rinnovabili. Attualmente il nucleare copre il 23% del fabbisogno elettrico della Germania, lo stesso livello degli USA. Le fonti rinnovabili, invece, coprono il 17% dell'energia elettrica prodotta. Una proiezione dei costi della transizione è di 210 miliardi di $ (2.100$ per abitante) e una bolletta elettrica più cara.
Oltre all'ovvia distruzione collettiva di ricchezza esistente, questa scelta ha anche l'effetto di rendere molto meno competitive le merci prodotte in Germania, in particolare le merci che richiedono lavorazioni ad alta intensità di energia; in molti casi le merci prodotte avrebbero prezzi fuori mercato e quindi i lavoratori in quelle produzioni sarebbero costretti ad andare a casa a coltivare l'orto (ecologico).
Per ovviare a questo piccolo inconveniente, la signora Merkel sta chiedendo ad alta voce che l'Unione Europea si doti di standard comuni in fatto di sicurezza delle centrali atomiche, così come si è data standard comuni sulla curvatura delle banane e sulle dimensioni dei cetrioli. Ovviamente l'utilità dei primi e pari a quella dei secondi, per il publico europeo. Il vantaggio sarebbe per l'industria tedesca, che potrebbe forzare un aumento dei costi della produzione di energia elettrica su tutti i paesi della UE, e quindi limiterebbe la possibilità che altri paesi dell'Europa possano farle concorrenza grazie a politiche energetiche più sensate.
Ovviamente, la Francia resiste a simili richieste. Il Governatore del Brandeburgo, Matthias Platzeck, ha invitato la Polonia a rinunciare alla costruzione di due nuove centrali nucleari di ultima generazione, ma il Presidente della Polonia gli ha risposto:
"Non possiamo soccombere all'isteria al riguardo. La ragione dei rischi radiologici in Giappone non è l'incidente all'impianto nucleare, ma un terremoto e uno tsunami".
"La richiesta di un leader politico amico dall'altro lato della frontiera, il signor Platzeck, alla Polonia di fermare il progetto mi è apparsa alquanto inopportuna . Un paese che ha circa 16 centrali nucleari non dovrebbero essere troppo preoccupato per i nostri piani di costruire gli impianti più moderni disponibili sul mercato, "ha detto il primo ministro polacco . (_WSJ)
La Polonia vuole costruire due impianti da 3 GW l'uno con l'obiettivo di diversificare le sue fonti energetiche, in modo da ridurre il consumo di carbone e l'eccessiva dipendenza dal gas russo.
Per quanto possa apparire improbabile, la situazione in Giappone potrebbe aumentare di molto l'appetibilità degli impianti nucleari innovativi piccoli e modulari, secondo Chris Gadomski, un analista di Bloomberg New Energy Finance.
  1. Hyperion Power Generation Inc. in Santa Fe, New Mexico, sta lavorando su un progetto da 25-megawatt, delle dimensioni di un congelatore industriale,  al costo di $50 milioni l'uno che potrebbe fornire energia in luoghi remoti o essere usato in ospedali e fabbriche. 
  2. Entro il 2020, l'azienda nucleare russa Rosatom Corp. si aspetta di vendere sette chiatte equipaggiate con reattori nucleari gemelli da 35 MW che saranno utilizzate nell'Artico e in Africa.
  3. In Argentina, il governo del Presidente Cristina Fernandez de Kirchner sta preparando il terreno nelle praterie centrali per un prototipo da 25 MW pianificato per il 2014.
  4. Bill Gates, cofondatore della Microsoft Corp. (MSFT) sta sostenendo un reattore più potente, da 500 MW, progettato da TerraPower LLC in Bellevue, Washington. La sua tecnologia a onda movente (traveling-wave) usa l'Urania 238 come carburante per una reazione che funziona come una candela alta 4 metri.
  5. NuScale sta progettando e testando un reattore alto 18 metri incastonato in un contenitore di metallo simile ad un thermos. Il suo costo dovrebbe essere di 200 M di $ e potrebbe essere usato per illuminare e riscaldare villaggi, desalinare l'acqua dell'oceano, o essere connesso fianco a fianco con un altro impianto per formare un impianto di medie dimensioni - praticamente senza emissioni di carbonio. Con il supporto di alcuni investitori, Reyes progetta di chiedere alla U.S. Nuclear Regulatory Commission una licenza per la fine del 2012. Il core del  reattore di NuScale reactor core è contenuto all'interno di un guscio che è 10 volte più resistente di quello in Giappone e questo è posto all'interno di una vasca d'acqua e sepolto sotto terra. Cosa più importante, il progetto non richiede pompe o energia esterna per raffreddare il reattore. I reattori di Fukushima Dai-Ichi, di cui Toshiba Corp. era tra i costruttori, si è surriscaldato quando l'energia esterna non era più disponibile e le pompe non potevano pompare acqua per raffreddarlo.

Per chiudere in bellezza, la notizia che in Cina, la costruzione di un reattore "pebble bed" da 210 MWe inizierà il mese prossimo (Aprile 2011). Il Rongcheng Shidaowan Nuclear Power Plant sarà il primo "high temperature gas-cooled pebble bed reactor power plant" della Cina. Si tratta di un reattore di quarta generazione (quelli che dovrebbero essere pronti tra 20 anni in Europa e negli USA, ma sarà pronto entro il 2015 in Cina) che non richiede fonti di energia esterna per il raffreddamento e quindi è intrinsecamente sicuro. Il prototipo da 10 MW è "walk-away secure" (significa che se viene spento il raffreddamento esterno e non c'è più nessuno, l'impianto si spegne da solo autonomamente).

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Negli USA la mortalità diminuisce per il decimo anno consecutivo mentre l’aspettativa di vita sale a 78 anni.

Non solo l’aspettativa di vita in Europa continua a salire, come abbiamo documentato pochi giorni fa, ma anche negli USA succede la stessa cosa.

L’aspettativa di vita è aumentata di circa 66 giorni (da 78 a 78,2 anni) tra il 2008 e il 2009. La mortalità per 10 delle prime 15 cause principali di morte (aggiustata per l’età) è diminuita significativamente. Ci sono state 36.336 morti in meno nel 2009 rispetto al 2008, sebbene la popolazione sia aumentata.

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Esempio di intervento statale nel mercato che peggiora la situazione

Un farmaco introdotto sul mercato dalla Squibb negli anni '50, disponibile fino al 1999, quando la Squibb, che non ci guadagna abbastanza smette di produrlo e lo ritira dal mercato.
Dopo il 1999 si scopre che è utile per evitare i parti pre-termine e viene usato dai medici, anche se non c'è una registrazione ufficiale per quell'uso da parte di una azienda farmaceutica. I medici lo prescrivono lo stesso (off label) e, dato che non è approvato dalla FDA i pazienti devono procurarselo da delle farmacie che preparano il farmaco artigianalmente (si, le farmacie dovrebbero fare anche e sopratutto questo, non distribuire scatolette) e pagarselo la folle somma di 10$ a iniezione.

Una azienda decide di registrare il farmaco per quell'uso, ottiene la registrazione senza problemi (tanto le ricerche necessarie le hanno già fatte altri decenni fa) dalla FDA e con questa un monopolio di 20 anni. E la prima cosa che fa è aumentare il prezzo del farmaco da 10$ alla fiala a 1500$. Dopo di che, per calmare le acque, promette di ridurre il prezzo praticato per le pazienti che hanno un reddito familiare basso. Resta il fatto che chi ha un reddito familiare di 100.000$ (lordi) dovrebbe pagare fino a 30.000$ (netti) per il trattamento, contro i 300 di prima.

Immagino che adesso, chi avrà problemi con la gravidanza dovrà rivolgersi a qualche contrabbandiere che importi illegalmente le fiale dal Messico, insieme al resto delle droghe.
La War on Drugs (il Proibizionismo sulle droghe/farmaci) raggiunge un nuovo livello.

Price of Preventing Premature Births Skyrockets With New Drug - ABC News

Chernobyl è stata aperta come attrazione turistica nel gennaio del 2011

O meglio, è stata ufficialmente aperta come attrazione turistica nel gennaio del 2011 dal governo dell’Ucraina. Prima di ciò, almeno 6.000 visitatori ogni anno (dal 2000) erano già stati in visita in modo “informale” (tra cui qualche italiano). Ci sono circa 700 persone che vivono nell’area di esclusione in modo stabile. Per chi vuole, si può anche bere una birra allo spaccio locale. Immagino che le guide giocheranno un po’ a spaventare i turisti, in modo da rendere interessante la visita.
Se cercate con GoogleTourism + Chernobyl” ci sono un po’ di video interessanti.
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J Gwizdka - Google Research Award 2011

Dr. Zoz Brooks mind controlling ""Pr...

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J Gwizdka - Google Research Award 2011
Il Professore LIS Jacek Gwizdka e il PhD student (dottorando) Michael Cole hanno ricevuto il Google Research Award ($71,579) per un progetto intitolato "Implicit Detection of Relevance Decisions and Affect in Web Search". La conoscenza delle decisioni di rilevanza di un utente rende possibile una migliore comprensione di quello che una persona vuole cercare. Un modo non intrusivo di rilevare queste intenzioni permetterà un miglioramento degli algoritmi dei motori di ricerca, la personalizzazione dei risultati della ricerca è ha un ampio potenziale di impatto nella società dell’informazione. In questo progetto i ricercatori useranno segnali fisiologici (movimento oculare, dimensione della pupilla –usando Tobii T-60 eye-tracker, galvanic-skin response – usando il BainMaster Atlantis+GSR, e l’encefalografia – usando l’Emotiv EPOC wireless EEG headset) per investigare le decisioni implicite che individuano la rilevanza delle informazioni e come queste decisioni sono influenzate dall’affettività. L’uso di segnali fisiologici per individuare la rilevanza delle decisioni e dell’affettività è un approccio innovativo allo studio sulla ricerca di informazioni.

Commento:

La diffusione di interfacce mente computer (BCI) permetterà di aumentare l’efficienza dell’utilizzo dei computer e di migliorare la produttività umana, aiutandoci a destreggiarci all’interno della massa di dati insignificanti con cui l’Età dell’Informazione ci ha inondato fino ad ora.

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04 marzo 2011

Dimostrazione della prima automobile controllata dalla mente

Il team AutoNOMOS della Freie Universität di Berlino, fondato nel 2006, sta ricercando e sviluppando sistemi che potrebbero in futuro portare alla produzione di automobili autonome e senza guidatore. In precedenza hanno avuto successo nello sviluppo di sistemi di controllo della loro Volkswagen Passat usando un iPhone, un iPad e un dispositivo di tracciamento oculare. Adesso, usando l’interfaccia cervello computer Emotiv EPOC che è disponibile sul mercato dei dispositivi di gioco, hanno dimostrato che un’automobile può essere controllata solo con il pensiero.

Nel primo test, il sistema ha guidato l’automobile autonomamente e, arrivato ad una intersezione, il passeggero umano ha comunicato da che parte girare l’auto. In un secondo test, l’occupante dell’auto ha controllato in modo continuo l’acceleratore, i freni e lo sterzo; il sistema aveva solo un lieve “ritardo” nell’eseguire i comandi.

Per ora il sistema è solo sperimentale e dimostrativo, ma il team di ricerca crede che la tecnologia ha sicuramente delle possibili applicazioni, come assistere il sistema di navigazione di un’auto nel decidere la rotta da utilizzare, etc.

Con  lo sviluppo e la diffusione delle interfacce neuronali tra cervello e computer e l’incremento della loro utilità nelle applicazioni più diffuse e per un gran numero di persone mi aspetto che l’idea di impiantare dei sensori sottocutanei direttamente nello scalpo, per migliorare la sensibilità del sistema, verrà a molta gente. Le dimensioni dei sensori sono minuscole (meno di un grano di riso) e potrebbero essere connessi ad un sistema impiantato che ritrasmette i dati all’esterno, come fa una protesi cocleare.

Strano? Non credo. Dopotutto c’è un mucchio di gente che si pianta ferraglia nel naso, nelle sopracciglia, nei padiglioni auricolari (e in altre parti del corpo) per ragioni semplicemente estetiche. Un impianto utile e invisibile che problema sarebbe?

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16 gennaio 2011

Fusione Fredda: Il Catalizzatore di Energia di Focardi e Rossi

ll 14 gennaio di quest’anno, a Bologna, c’è stato il primo esperimento pubblico del dispositivo di Sergio Focardi and Andrea Rossi. Sergio Focaldi è Professore di Fisica dell’Università di Bologna, mentre Andrea Rossi è Ingegnere Chimico che lavora presso la stessa università.

L’esperimento pubblico, più che un esperimento scientifico, è stato una dimostrazione della tecnologia sviluppata. Gli sviluppatori hanno eseguito l’esperimento sotto la supervisione di tecnici e ricercatori dell’Università di Bologna, che hanno verificato la quantità di energia che veniva introdotta ed emessa dall’apparecchio e la presenza o meno di radiazioni e alla presenza di scienziati e giornalisti.

Non sono stati dati dettagli sulla struttura dell’apparecchio e su come funzioni esattamente. L’apparecchio è oggetto di una richiesta di brevetto ed il progetto è, per ora, un segreto industriale (a quanto pare con una grossa industria che sta finanziando le ricerche). Gli stessi inventori hanno detto che non hanno una teoria precisa ma solo delle supposizioni sulle reazioni che avvengono all’interno del reattore.

Alla fine dell’esperimento, durato circa un’ora, sono stati consumati circa 600 KWh e ne sono stati prodotti circa 12.000 KWh. La misurazione è stata fatta facendo vaporizzare dell’acqua e misurando quanta acqua veniva vaporizzata nel periodo di tempo dall’apparato. L’apparato, di per se, è relativamente piccolo (circa 100x50x50 cm).

L’apparato utilizza il Nickel62 (gli altri isotopi del Nickel non sono adatti), ma potrebbe usare anche altri metalli (ma il Nickel è meno costoso). Il Nickel si combina, assorbendolo all’interno della sua struttura cristallina, con dell’Idrogeno. Scaldato, sotto pressione, ad una temperatura tra i 150 e i 500 °C inizia una reazione nucleare a bassa energia (LENR) che produce un isotopo instabile di Rame (Cu) che poi decade ritornando Nickel (un differente isotopo, però) che rilascia una particella Beta+ che è la fonte primaria dell’energia termica liberata.

In precedenti esperimenti, il Nickel utilizzato è stato analizzato e sono state trovate tracce di rame, ma anche di Zinco, Potassio, Calcio e altri elementi. Il che fa supporre che oltre ad una reazione di fusione ci siano anche delle reazioni di fissione che avvengono nello stesso tempo.

Nella richiesta di brevetto depositata nel 2007, si afferma che un dispositivo basato su questo principio è già stato costruito ed installato in uno stabilimento della EON di Ferrara e che il calore prodotto viene usato per riscaldare lo stabilimento stesso e funziona senza interruzioni . Pare che continui a funzionare a tutt’oggi.

Infatti, tutti gli esperimenti riguardanti la LENR fino ad oggi, a livello mondiale, sono stati incapaci di sviluppare un metodo per produrre energia in modo continuo e affidabile.

L’Ingegner Andrea Rossi si è dichiarato convinto che, con il supporto degli investitori (che hanno preferito rimanere anonimi per ora) dovrebbe essere possibile produrre il dispositivo in serie già dalla fine di quest’anno, inizio del prossimo. Più dispositivi possono essere usati in serie per produrre temperature elevate o in parallelo per produrre energie elevate; quindi dovrebbe essere possibile scalare la produzione in modo illimitato. Il costo è stimato a 0.01 €/KWh e circa 10.000 €/KW.

JANUARY 15th FOCARDI AND ROSSI PRESS CONFERENCE

Molti sono rimasti scettici quando è stata data la notizia, probabilmente ancora scottati dalle molte delusioni che la Fusione Fredda a causato nel passato. La dimostrazione pubblica non ha molto di scientifico, dato che non è possibile per nessuno riprodurre indipendentemente l’esperimento. Dall’altro lato, se effettivamente ci sono investitori industriali interessati, è comprensibile che vogliano limitare il più possibile le notizie e i dettagli diffusi fino a che: (1) la domanda di brevetto non viene accettata e quindi la loro proprietà intellettuale non è al sicuro; (2) evitare che la concorrenza ne approfitti in qualche modo.

Non ci resta che aspettare e vedere se le promesse si materializzeranno in un prodotto acquistabile dai privati, sia individui che industrie.

Certo è che, se la tecnologia funziona ed è applicabile su larga scala, molte cose potrebbero cambiare nei prossimi anni. In particolare il crollo della domanda di carburanti fossili e non, con il conseguente crollo dei guadagni degli stati produttori ed esportatori di petrolio, gas e carbone (mi dispiace per la Norvegia). L’indipendenza energetica degli utenti domestici e non dai vari distributori di energia. Una società più resiliente e meno soldi per dittatori e terroristi. Non sarebbe una brutta cosa.

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24 dicembre 2010

Le pillole hanno Occhi: L’arrivo dei medicinali con microchip

Novartis ha annunciato che vuole ottenere il permesso di utilizzare “pillole intelligenti” con dei microchip al loro interno nei prossimi 18 mesi. La tecnologia in questione è stata sviluppata dalla Proteus Biomedical (stata acquisita dalla Novartis per 24 milioni di $). Il chip trasmette dati ai sanitari in modo da permettere di verificare la corretta assunzione dei farmaci e di modificare la prescrizione secondo le richieste del paziente.

I farmaci utilizzati non cambiano, ma il chip all’interno della pillola, una volta arrivato nello stomaco ed esposto ai succhi gastrici, si attiva comunicando l’ora di attivazione ad un cerotto sulla pelle del paziente. Il cerotto ritrasmette il segnale ad uno smartphone (buon motivo per comprarne uno se non lo avete ancora) che a sua volta lo ritrasmette al medico. Questo assicura il vostro medico che stiate prendendo i vostri farmaci nelle quantità e tempi previsti. Altri dati potrebbero essere trasmessi, come la temperatura corporea o la frequenza cardiaca.

La Novartis vuole iniziare ad introdurre questa tecnologia nei medicinali usati per controllare il rigetto nei pazienti trapiantati. Ma i problemi maggiori vengono dal rispetto della privacy (i dati possono essere capatati da altri?) oppure dal rispetto della libera scelta del paziente nel caso di terapie psichiatriche (il paziente sta prendendo oppure no la sua dose di Acido Valproico oppure di Litio oppure di Clozapina?).

Paranoie a parte, le possibilità offerte dai microchip nei farmaci sono enormi, come ad esempio seguire esattamente l’assunzione di farmaci e gli effetti di ogni singolo paziente e adattare il trattamento farmacologico in tempo reale (quasi sicuramente con l’uso di un computer che assista il medico, che altrimenti sarebbe sopraffatto dalla mole di dati da gestire).

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Un Robot Industriale a 5.000$?

Hearthland Robotics è l’azienda è stata fondata da Rodney Brooks, ex Direttore del MIT Computer Science and Artificial Intelligence Laboratory e co-fondatore della iRobot dove con il suo team ha inventato il Roomba. L’anno scorso, l’azienda si è assicurata un finanziamento di serie A di 7 milioni di $ e un finanziamento di serie B di altri 20 milioni quest’anno. Tra gli investitori c’è il Bezos Fund (il fondo personale di Jeff Bezos, fondatore di Amazon).

Saranno intelligenti e coscienti. Sarà possibile insegnare loro, saranno sicuri e a buon mercato. Ci renderanno produttivi in modi che non abbiamo mai immaginato.
I robot rinvigorirannol’industria e inietteranno nuova vita nell’economia. Renderanno le imprese più competitive. Eviteranno ai posti di lavoro di muoversi all’estero. Dimostreranno il potere della genialità americana.

I robot cambieranno il modo in cui pensiamo la produzione. E Heartland cambierà come pensiamo ai robot.

Sebbene sia in “stealth mode”, la modalità invisibile tenuta dalle aziende che stanno avvicinandosi a entrare sul mercato con i loro prodotti e servizi, per evitare che i concorrenti possano anticipare le loro mosse, la visione della Hearthland Robotics è chiara

Macchine e uomini che lavorano fianco a fianco.

Era considerata roba da fantascienza. Adesso è solo scienza. La robotico è progreditaal punto dove i robot industriali non sono più il dominio di pochi grandi produttori in una manciata di industrie. Preso ogni produttore sarà in grado – velocemente, a buon mercato, senza abilità tecniche particolari – di acquistare un robot e integrarlo nel processo di produzione.

e Rodney Brook l’ha spiegata chiaramente nel 2009 alla conferenza Maker Faire Bay Area 2009 e

 Un articolo del Boston.com elenca i dirigenti e gli sviluppatori che lavorano per la Hearthland e sono nomi di spicco, già coinvolti in molti altri progetti di successo. L’articolista ha parlato con tre persone che hanno visitato l’azienda e visto le dimostrazioni della nuova tecnologia e tutte si sono dette impressionate, sebbene abbiano ancora dubbi sui tempi necessari per perfezionare e commercializzare un robot generalista. Il robot appare umanoide dal torso in su, su una stazione mobile ma non semovente, con due braccia dotate di manipolatori e una telecamera dove dovrebbe stare la testa. Il robot può essere addestrato a compiere delle operazioni ripetitive semplicemente muovendo i manipolatori, niente software da scrivere. Il robot è in grado di sentire se ci sono persone vicine e quindi non è pericoloso per gli umani che lavorano nelle vicinanze.

Il target del prezzo è di 5.000 $ (quanto, per esempio, un tornio professionale).

Il robot ha l’obiettivo di sostituire la manodopera a bassa qualificazione, (ad esempio, gli assemblatori cinesi) a cui è richiesta una abilità manuale pari a quella di un comune bambino di 6 anni (per esempio assemblare la scatola dell’iPhone). Questo permetterebbe di rinnovare la base industriale e artigianale moltiplicandone la capacità produttiva di 10 volte almeno. Cosa di cui abbiamo disperatamente bisogno: dati i trend demografici attuali i paesi economicamente sviluppati vedranno il numero di persone che lavorano rispetto a quelle dipendenti diminuire vertiginosamente.

L’adozione da parte delle piccole e medie industrie permetterà, inoltre, una maggiore agilità nel soddisfare una domanda mutevole in brevissimo tempo. A sua volta, una ampia adozione di robot industriali a basso costo finanzierà lo sviluppo di robot per altre nicchie del mercato. Per non parlare del fatto che piattaforme robotiche a basso costo permetteranno di sperimentare utilizzi nuovi ed innovativi mai sognati prima.

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23 dicembre 2010

L'interfaccia di Minority Report usando XBox Kinect

Nel film Minority report, Tom Cruise controllava dei files multimediali attraverso una interfaccia collegata ai guanti che indossava. Adesso, con l’uso di Kinect di Xbox, potete farlo anche voi, senza guanti al modico prezzo di 150 $.

Garratt Gallagher, il creatore dell’interfaccia, mostra alcuni modi basilari per controllare l’interfaccia nel video che segue:

Questo non è il solo progetto innovativo a sfruttare l’interfaccia prodotta da Microsoft. Per esempio, uno studente del MIT ha collegato Kinect ad un Roomba della iRobot rendendolo in grado di percepire la presenza degli umani e rispondere ai loro ordini.

Tutti questi progetti si basano su pacchetti software Open Source (Linux in particolare) liberamente disponibili e gadget elettronici disponibili sul mercato consumer a prezzi abbordabili da qualsiasi tasca.

Ci si domanda se gli amministratori di Microsoft si rendano conto delle possibilità aperte da Kinect per il mondo PC e del fatto che è il loro miglior prodotto ad arrivare sul mercato da anni.

L’esplosione di nuove interfacce disponibili per il mercato consumer rende possibile, con il software Open Source, lo sviluppo di prodotti e applicazioni che rivoluzioneranno il modo di interagire, usare e sviluppare i dispositivi elettronici che usiamo tutti i giorni sia per lavoro che per divertimento. Non sorprende che qualcuno faccia fatica a comprenderne le possibilità.

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Campi di Fragole Robotici

Ricollegandomi al post Addio Catena di montaggio – a meno che tu non sia un robot voglio segnalare un articolo di Singularity Hub  Japan’s Robot Picks Only the Ripest Strawberries (video).

Non solo i robot stanno sostituendo gli umani nelle catene di montaggio in compiti sempre più delicati grazie allo sviluppo di attuatori sempre più avanzati, ma stanno iniziando a fare la loro comparsa anche nel campo dell’agricoltura, che usa ancora moltissima manodopera umana.

Chi conosce il concetto di Vertical Farming può ben comprendere come si sposi perfettamente con la meccanizzazione spinta e la robotizzazione avanzata dell’agricoltura. Non solo per le fragole, ma per tutti i tipi di frutta e verdura. Le fragole in Giappone sono solo l’inizio. Altri tipi di frutti di bosco seguiranno. Poi la tecnologia, con il discendere dei costi e ripagati gli investimenti, potrà essere applicata anche a prodotti meno costosi come pomodori , zucchine, peperoni e melanzane. Il tutto per fornire al consumatore cibi migliori sia dal punto di vista del sapore che nutritivi.

Il maggiore problema per l’implementazione di questa tecnologia in Italia è l’elevato costo dell’energia elettrica. Ma, forse, se il piano per il nucleare va avanti potrebbe essere superato. A me non dispiacerebbe se, di fianco all’ipermercato, costruissero una fattoria verticale di 10 piani per produrre frutta e verdura fresca. Questo darebbe un significato differente alla frase “dal produttore al consumatore” e allo slogan “cibo a km zero”.

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To-Do Japan’s Robot Picks Only the Ripest Strawberries (video) | Singularity Hub

Ricollegandomi al post Addio Catena di montaggio – a meno che tu non sia un robot voglio segnalare un articolo di Singularity Hub  Japan’s Robot Picks Only the Ripest Strawberries (video).

Non solo i robot stanno sostituendo gli umani nelle catene di montaggio in compiti sempre più delicati grazie allo sviluppo di attuatori sempre più avanzati, ma stanno iniziando a fare la loro comparsa anche nel campo dell’agricoltura, che usa ancora moltissima manodopera umana.

Chi conosce il concetto di Vertical Farming può ben comprendere come si sposi perfettamente con la meccanizzazione spinta e la robotizzazione avanzata dell’agricoltura. Non solo per le fragole, ma per tutti i tipi di frutta e verdura. Le fragole in Giappone sono solo l’inizio. Altri tipi di frutti di bosco seguiranno. Poi la tecnologia, con il discendere dei costi e ripagati gli investimenti, potrà essere applicata anche a prodotti meno costosi come pomodori , zucchine, peperoni e melanzane. Il tutto per fornire al consumatore cibi migliori sia dal punto di vista del sapore che nutritivi.

Il maggiore problema per l’implementazione di questa tecnologia in Italia è l’elevato costo dell’energia elettrica. Ma, forse, se il piano per il nucleare va avanti potrebbe essere superato. A me non dispiacerebbe se, di fianco all’ipermercato, costruissero una fattoria verticale di 10 piani per produrre frutta e verdura fresca. Questo darebbe un significato differente alla frase “dal produttore al consumatore” e allo slogan “cibo a km zero”.

 

Japan’s Robot Picks Only the Ripest Strawberries (video) | Singularity Hub

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05 novembre 2010

La Rigenerazione delle Salamandre come una via alla Rigenerazione di Arti negli Umani

W:Axolotls, (albino specimens)

Image via Wikipedia

Maria Konovalenko pubblicizza un interessante articolo ( Evidence for the Local Evolution of Mechanisms Underlying Limb Regeneration in Salamanders ). In questa ricerca gli autori, attraverso lo studio di alcune salamandre geneticamente modificate, sono giunti alla conclusione che la capacità di rigenerazione delle salamandre della specie axolotl non è dovuta a cellule staminali pluripotenti, ma solo a cellule staminali tessutali. In pratica, dalle cellule del muscolo si riformano i muscoli, mentre dalle cellule nervose si riformano i nervi e da quelle dermiche si riforma il derma, etc.

Per arrivare a questa conclusione, i ricercatori hanno preso degli embrioni di salamandra, hanno rimosso le cellule che sarebbero andate a formare le gambe e le hanno sostituite con cellule geneticamente modificate che esprimevano una proteina fluorescente. Una volta che l’embrione si è sviluppato in un individuo adulto, le cellule brillavano sotto il microscopio. Una volta amputata la zampa, è stato possibile osservare direttamente le singole cellule unirsi al blastema e ricrescere.

Al contrario di quello che ci si aspettava, solo le cellule appena sotto la pelle potevano diventare cellule di altro tipo, mentre le cellule dei muscoli costruivano e quelle della cartilagine costruivano cartilagine.

Il prossimo passo della ricerca è di scoprire quali sono le informazioni genetiche che governano la formazione del blastema e verificare se questo approccio può essere applicato anche ai mammiferi e all’uomo in particolare.

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In Situ Bioprinting per la guarigione rapida dei tessuti

Ne abbiamo già parlato l’anno scorso, con la spedizione delle prime stampanti di questo genere ai vari laboratori di ricerca, e adesso vediamo i primi risultati pubblicati.

In Situ Bioprinting of the Skin for Burns è stato presentato alla American College of Surgeons Clinical Congress. I ricercatori del Wake Forest Institute for Regenerative Medicine (Weixin Zhao, Tamer Aboushwareb, Dennis Dice BS, Anthony Atala, James J Yoo) hanno mostrato i risultati di un esperimento fino ad ora unico: l’utilizzo di una stampante inkjet che usa cellule di tessuto vivente al posto dell’inchiostro. La ricerca ha mostrato una guarigione rapita già nelle prime due settimane, con la chiusura della ferita entro la terza settimana, nei soggetti trattati (ma non in quelli non trattati).

La capacità di coprire le ferite da ustione e simili è importante in quanto la perdita completa (pieno spessore) della pelle di una dimensione superiore a 4 cm non guarisce mai autonomamente. Il trattamento sarà importante per 10.000-40.000 persone negli USA e venti volte tanto nel resto del mondo.

La stampante dispone di due testine, una delle quali espelle le cellule della pelle miste a fibrinogeno (un coagulante del sangue) e collagene di tipo I (il componente principale del tessuto connettivo delle cicatrici). L'altra testina espelle la trombina (un altro coagulante).
Come i componenti delle resine a presa rapida che devono essere tenuti separati fino a quando la miscelazione provoca una reazione chimica che indurisce la resina, i prodotti delle due testine di stampa si mescolano e formano immediatamente la fibrina, una terza proteina a sua volta coinvolta nella coagulazione del sangue. La miscela è completamente ricoperta da uno strato di cheratinociti (cellule della pelle), depositati con lo stesso metodo di stampa.

In futuro la ricerca sarà condotta anche sui maiali, che hanno una pelle più simile a quella umana.

Solo negli USA muoiono per ustioni 4.000 persone ogni anno; 40.000 persone vengono ospedalizzate, di cui 25.000 in centri specializzati; e vengono trattate 500.000 ustioni ogni anno. Il 38% degli ospedalizzati hanno ustioni su più del 10% della superficie del corpo, mentre il 10% ha ustioni su più del 30%. La maggior parte ha ustioni su parti fondamentali come viso, mani, piedi.

In molti casi le ustioni, anche se trattate, sono gravemente invalidanti e richiedono cure estremamente lunghe e dolorose. Questa tecnologia, pienamente sviluppata, ha la possibilità di ridurre notevolmente il dolore delle vittime, il costo delle cure e il livello di invalidità, non che il numero di vite perse.

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Cinque settimane per rigenerare la punta del dito

Un articolo della CNN descrive l’avventura di una donna per avere la punta del suo mignolo rigenerata – cinque settimane in cui ha ignorato i consigli dei medici e ha scritto e-mail a specialisti in giro per gli Stati Uniti.

1. La punta del dito di Deepa Kulkarni è tagliata via da una porta
2. Un chirurgo ortopedico e medico di pronto soccorso ha detto che non era possibile ricucire la punta del dito al moncherino e uno specialista ortopedico ha suggerito di amputare ulteriormente per permettere al moncherino di guarire meglio.
3. Viene trovato il sito web e la e-mail del Dr. Stephen Badylak, dell'Università di Pittsburgh medico e pioniere della rigenerazione della punta delle dita (è apparso in “60 minutes” e da Oprah [programmi popolari negli USA - NdR])
4. Kulkarni prende un appuntamento con il Dr. Michael Peterson, un chirurgo ortopedico di Davis. In un primo momento, Kulkarni dice di essere titubante a provare la rigenerazione dei tessuti perché non l’ha mai fatta prima, ma lei gli da qualche materiale da ricercare, e lei dice che alla fine lui accetta di provare.

La terapia ha richiesto di pulire il dito e rimuovere il tessuto cicatriziale - un processo chiamato debridement - e poi immergere il dito nella polvere per lesioni MatriStem. Dopo sette settimane di trattamento, la punta del dito è ricresciuta.

Siate precisi nel tenere la documentazione. Kulkarni, per esempio, ha fotografato il suo mignolo durante varie fasi della rigenerazione, e ha inviato le immagini via e-mail a vari medici e in seguito alla compagnia di assicurazione per convincerla a rimborsare i 1.665 dollari spesi per il farmaco che ha rigenerato il suo mignolo.

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Perché il Reattore Veloce Integrale doveva morire

L’ Integral Fast Reactor (IFR, in origine Advanced Liquid-Metal Reactor) è un tipo di reattore nucleare autofertilizzante. Questi reattori sono progettati per estrarre quasi tutta l’energia dell’Uranio e del Torio, diminuendo le necessità di carburante di quasi 100 volte. In pratica con la tecnologia IFR da sola sarebbe possibile mantener il consumo mondiale attuale di energia per un miliardo di anni.

Il Department of Energy degli USA aveva un progetto IFR fino al 1993, quando venne cancellato. Altri paesi hanno reattori autofertilizzanti in via di sviluppo e in uso. L’idea, infatti, non è nuova.

Engineer-Poet, però, in un commento ad un articolo su The Oil Drum, cita un documento non classificato del DoE:

During the 50 years that the Federal Government controlled the U.S. uranium enrichment enterprise, DOE generated over 700,000 metric tons of depleted uranium hexafluoride (DUF6).

About 10% of that is suitable for enrichment to LWR fuel, but fast breeders or converters can use 100% of it.  At 0.8 tons of metal/GW-yr, that is 590,000 GW-yr of generation or 590 years at 1 TWe without mining another gram of uranium.  The USA is currently using about 450 GW average.

Il che significa che, volendo, gli USA potrebbero produrre tutta l’energia che consumano annualmente (non solo quella elettrica) utilizzando degli IFR senza dover estrarre un grammo di uranio per i prossimi 400 anni.

Pensateci: l’industria del carbone chiusa, quella del petrolio ridotta a rifornire l’industria chimica, niente petroliere in giro per il mondo, nessun incidente petrolifero, zero CO2, elettricità che costa la metà rispetto ad adesso, nessun ricatto da parte dei paesi produttori di idrocarburi (penso al Medio Oriente e alla Russia in particolare), l’inquinamento da idrocarburi scomparso, niente soldi che finanziano regimi dispotici o terrorismo.

Sarebbe bello, ma non per tutti. Se foste i proprietari delle industrie basate sugli idrocarburi vedreste quasi tutta la vostra ricchezza scomparire. Tutto il denaro che vi permette di frequentare politici, belle donne e di cenare con capi di stato sparirebbe inesorabilmente. Ma anche i politici e gli attivisti ecologisti, senza più nulla contro cui protestare, come potrebbero cenare ad aragoste e permettersi di fare congressi e summit a Bali o in altre zone esclusive ed esotiche?

Ecco perché il progetto dell’IFR doveva morire.

The Ergosphere: Why the Integral Fast Reactor had to die

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14 ottobre 2010

SpaceShipTwo vola libera per la prima volta

Il 10/10/10210 SpaceShipTwo di Virgin Galactic ha eseguito il suo primo volo planato, con successo, distaccandosi dall’aereo madre WhiteKnightTwo. Questo volo di prova è l’ultimo successo della Virgin Galactic e della Scaled Composite ed arriva ad un anno di distanza dalla presentazione pubblica dell’aereo e a sette mesi dal suo primo volo (connesso al WhiteKnigthTwo). SpaceShipTwo release

"Questo è stato uno dei giorni più emozionanti di tutta la storia della Virgin”, ha detto Sir Richard Branson in una dichiarazione rilasciata dopo la prova. "Per la prima volta, da quando abbiamo seriamente iniziato il progetto nel 2004, ho visto la prima nave spaziale commerciale con equipaggio atterrare sulla pista del Mojave Air and Space Port, ed è stato un grande momento. Ora, il cielo non è più il limite e inizieremo il processo per spingerci oltre per l'ultima frontiera dello spazio il prossimo anno. "

Molti altri voli planati seguiranno questo, nei prossimi mesi, per perfezionare i dettagli dell’aerodinamica del veicolo. Il primo volo in cui sarà usato il motore a razzo ibrido dovrebbe avvenire all’inizio del prossimo anno. Burt Rutan, progettista capo del progetto, ha dichiarato che vuole tra i 50 e 100 voli di prova prima che SS2 inizi i voli commerciali con passeggeri, che sono previsti tra la fine del 2012 e l’inizio del 2013.

Il prezzo di un posto nei primi voli è di 200.000$, ma ci si aspetta che scenda a qualche decina di migliaia dopo l’ingresso sul mercato di concorrenti come Armadillo Aerospace, Blue Origin e XCOR Aerospace.

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Salvati dal capitalismo

Approfitto del fatto che si discute della giusta struttura economico politica per arrivare agli obiettivi transumanisti di immortalità, potenziamento mentale e fisico e crescita illimitata per linkare ad un articolo del Wall Street Journal che parla del recente successo nel recuperare i minatori cileni.

la dinamica profitto = innovazione era presente ovunque nella zona di salvataggio della miniera.

25 anni fa, se dei minatori si fossero trovati intrappolati a 1 km di profondità in una qualsiasi parte del mondo, sarebbero morti senza possibilità di essere salvati. La differenza, tra oggi e 25 anni fa sta tutta nell’esistenza di una punta di perforazione inventata e prodotta dalla Central Rock Inc. Questa piccola società della Pennsylvania da lavoro impiega 74 persone e il suo presidente, una volta saputo del disastro ha offerto la sua punta ai cileni.

Per farla corta, quella punta per perforazione è un esempio di tecnologia pesante, sviluppata da una azienda che è in affari per guadagnare. Per questo motivo lavorano per innovare la tecnologia e le prestazioni di una punta di trapano. E se riescono a guadagnare possono produrre altra innovazione.

Il cavo che faceva funzionare quella punta veniva dalla Germania, il cavo a fibre ottiche che permetteva la comunicazione veniva dal Giappone, dalla Corea del Sud arrivava un cellulare con incorporato un proiettore che ha permesso ai minatori di sentire, vedere essere visti e sentiti dall’esterno. Jeffrey Gabbay, il fondatore della Cupron Inc. ha fornito i calzini in fibra di rame  che uccidevano i batteri che si annidavano nei piedi dei minatori, evitando le infezioni.

Tutto questo, il capitalismo lo ha creato prima che fosse necessario a salvare delle persone, perché degli inventori indipendenti e decentralizzati risolvono i problemi senza aspettare che una burocrazia che comanda-e-controlla richieda queste soluzioni.

Un blogger nota anche che i minatori cileni hanno avuto la fortuna di avere come presidente che non è un avvocato (come Obama), ma un imprenditore come Sebastián Piñera che ha fatto fortuna gestendo una compagnia aerea, che richiede di saper padroneggiare livelli estremamente elevati di complessità operativa (ogni riferimento all’Italia è puramente casuale). Non per nulla, il Cile si trova davanti anche agli USA nella libertà economica e, proprio grazie a questa resilienza, il Cile ha salvato molte più vite pochi mesi fa, dopo il più forte terremoto degli ultimi 40 anni.

Il socialismo (di ogni tipo, dalla versione Marxista a quella Social-Democratica, Islamista, Catto-Comunista, Fascista o Nazional Socialista) ignora la natura umana e rimuove gli incentivi a lavorare duramente, a essere geniali, a innovare e rischiare. Quando tutto quello che fa il tuo governo è di toglierti quello che avresti guadagnato in più rispetto ai tuoi concittadini, che motivo c’è per sudare e restare alzati fino a notte inoltrata per fare di più? Molto più proficuo è chiedere, con le buone o le cattive, che il governo tolga ad altri per dare a te. Ne abbiamo visto di esempi simili in Italia e in tutta Europa (recentemente in Grecia), dove gruppi organizzati manifestavano, minacciavano e alcune volte compivano violenze, per  ottenere o per mantenere privilegi (come la pensione di reversibilità per le figlie zitelle o la pensione alle donne dopo 15 anni di lavoro, all’età di 30 anni).

Adottare il modello economico corretto è importante oggi come lo è stato in passato, probabilmente di più, dato che la concorrenza ormai è globale e i paesi che una volta consideravamo Terzo Mondo o In Via Di Sviluppo stanno facendo di tutto per ottenere il nostro livello di benessere. Il Cile, il Brasile, il Perù e la Colombia stanno lasciando indietro i loro vicini sud americani e le loro fallimentari politiche economiche e sociali, così come paesi come il Giappone, la Cina, l’India, Singapore e la Corea del Sud hanno lasciato indietro i loro vicini asiatici.

Per non rischiare di rimanere indietro ed essere lasciati nell’oscurità, lasciamo che i nostri innovatori ci salvino; non leghiamo loro le mani, non derubiamoli dei frutti del loro lavoro, non forziamoli ad andare all’estero per vivere, creare ed innovare.

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Nautilus Minerals la prima società mineraria commerciale che minerà il fondo dell’oceano per estrarre oro e rame.

In uno studio pubblicato online sulla rivista Mineralium Deposita Lawrence Cathles, professore di Scienze della Terra e dell’Atmosfera alla Cornell University afferma che esistono depositi di minerali sul fondo del mare sufficienti a rifornire l’economia mondiale per 6.000 anni, dati i consumi attuali. I minerali si troverebbero in quelli che sono chiamati "depositi massivi di solfiti vulcanici” (volcanogenic massive sulfide (VMS) deposits) che si formano nei punti in cui la crosta terreste di spezza e le placche tettoniche si allontanano tra di loro, permettendo al magma di salire in superficie. La lava, in cambio, riscalda l’acqua marina a 350 °C che poi passa attraverso la crosta per convenzione e deposita i minerali nei punti in cui l’acqua viene espulsa nell’oceano. La quantità di minerali appare sufficiente a permettere uno stile di vita moderno a tutta la popolazione mondiale, praticamente per sempre.

Nautilus Minerals è la prima compagnia privata a esplorare il fondo dell’oceano per sfruttare commercialmente i depositi di VMS (volcanogenic massive sulfide) per l’estrazione di oro e rame e sta sviluppando il suo primo progetto: Solwara 1. Il progetto è localizzato nelle acque della Papua Nuova Guinea. Nella società hanno investito Teck (6.8%), Anglo American (11.1%) ed Epion (21%). Quest’ultima è controllata, a sua volta, dal fondatore di Metalloinvest una dei gruppi minerari e metallurgici più grandi e dalla crescita più rapida della Russia. La compagnia ha un valore di mercato di 300 M di US$.

Progetto di Sviluppo  Solwara 1
* Costo competitivo di produzione in mare
* Costo di produzione offshore di 70 US $ alla tonnellata (con un margine del 10% per gli imprevisti) di risorse che hanno un valore medio di circa 1000 $ per tonnellata
* Beni strumentali US $ 383.000.000 per la produzione offshore
* Autorizzazione Ambientale
* Ingegneria a buon punto (24 mesi di lavoro)
* Sourcing JV partner di sviluppo
* Estrazione di 1,2 milioni di tonnellate / anno con possibilità di aumentare a 1,8 milioni di tonnellate l'anno
* Calendario di 30 mesi tra l’inizio della costruzione e l’estrazione dei primi minerali (da giugno 2010)

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29 settembre 2010

Virgin Galactic offrirà voli commerciali entro 18 mesi

Virgin Galactic, stando alle affermazioni di Sir Richard Branson, sta progredendo come previsto e entro 18 mesi (marzo 2012) sarà in grado di offrire i primi voli commerciali nello spazio per clienti paganti. Saranno anche offerti servizi di lancio per mini satelliti. L’azienda sta anche guardando con interesse allo sviluppo di habitat orbitali e sulla Luna.

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26 settembre 2010

Un Antiossidante che può entrare nei Mitocondri

 

Vladimir Skulachev ha dimostrato che l’ SKQ1 può penetrare nei mitocondrie avere effetti sugli ossidanti (la maggior parte degli anti-ossidanti, compresi quelli nei supplementi non possono entrare nei mitocondri in quantità sufficiente). Lui e i suoi colleghi hanno dimostrato che l’ SKQ1 ppuò estendere la durata della vita di funghi, crostacei, insetti e topi. Quest’ultima è la notizia più eccitante e il team di Skulachev afferma diaver esteso la durata mediana della vita del 100%.

Il trucco per ottenere che l’SKQ1 arrivasse dentro ai mitocondri è stato di attaccare la molecola ad uno ione che gli ha permesso di attraversare prontamente la barriera cellulare ed entrare nello spazio tra le membrane mitocondriali (l’unica zona della cellula con una carica elettrica negativa) e neutralizzare gli ossidanti.

Da quel che si può leggere nei blog linkati, SKQ1 è solo una delle molecole che vengono ricercate in vari laboratori che hanno come obiettivo l’interno dei mitocondri e che potrebbero servire per curare una serie di malattie. La possibilità che possa estendere di molto la vita negli umani è limitata, ma probabilmente può comprare un decennio o due di vita in più, con un numero inferiore di problemi fisici. 

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