24 giugno 2007

Un laser molto versatile

Versatile New Laser May Change Surgery, Metallurgy and More

Si tratta dei laser in grado di emettere impulsi nell'ordine dei femtosecondi. L'impulso laser è così breve che non c'è possibilità di conduzione del calore, e quindi non è possibile danneggiare il materiale circostante, mentre nello stesso tempo si sottopone il bersaglio ad una grande quantità di energia concentrata.

Non che i laser a impulsi ultracorti siano una novità, ma fino ad oggi erano necessari macchinari ingombranti e costosi. Oggi, grazie ai progressi tecnologici è possibile ottenere gli stessi risultati con una macchina non più grande di un tostapane.

Le applicazioni possibili sono innumerevoli, dal taglio dei metalli alla chirurgia estetica alla cura dei tumori e molto altro ancora. Ma, la cosa più importante, è che tutto questo può essere fatto con la stessa macchina. Quello che cambia è il software che la controlla. Se vuoi tagliare una lastra di metallo, si carica il software apposito, se si vuole operare un occhio si carica un altro software.

"La strada" troverà le applicazioni inaspettate non appena questa invenzione sarà sufficientemente diffusa.

Robot che raccolgono le arance

In California, l'associazione degli agricoltori che producono arance California Citrus Research Board sta finanziando lo sviluppo di un robot (o emglio due robot) che si occupino di raccogliere le arance al posto della manodopera umana. Per gli agricoltori l'incertezza di non trovare manodopera o di trovarla a prezzi eccessivi è troppo elevato da gestire, mentre di un robot si può prevedere il costo e la produttività fin dall'inizio.

La Vision Robotics ha l'incarico di sviluppare la coppia di robot (uno per localizzare e valutare le arance da raccogliere, l'altro per raccoglierle). Già sono stati investiti un milione di $ e le previsioni sono che per ottenere il prodotto finito ne serviranno almeno 5. Il problema è principalmente software: scrivere un programma in grado di  capire la differenza tra una arancia buona e una cattiva. Le previsioni della Visio Robotics sono che il prototipo del robot scout sarà disponibile l'anno prossimo, con il raccoglitore pronto entro altri due o tre anni.

Hat Tip to:  Wired: Farms Fund Robots to Replace Migrant Fruit Pickers

E in Italia? Robot per raccogliere le arance, le mele, le pere, etc. Con il nostro costo del lavoro saremmo i primi a guadagnare da questo genere di innovazioni.

21 giugno 2007

Nvidia Tesla e il supercomputer desktop

Nvidia expands into high-performance chips | InfoWorld | News | 2007-06-20 | By Robert Mullins, IDG News Service

NVIDIA Tesla: GPU G80 per elaborazioni GPGPU - Hardware Upgrade - Il sito italiano sulla tecnologia - www.hwupgrade.it

7500 $ per un sistema da 2 GFLOPS non è male, sopratutto se si considera che solo quest'anno per ottenere costi sostanzialemnte inferiori bisognava investire quantità di denaro considerevoli (milioni di $). Questo tipo di workstation, invece, permette anche alle piccole aziende o a professionisti di partire piccoli e crescere mano a mano che l'investimento iniziale produce dei frutti.

Ma sopratutto, queste workstation permettono di aumentare la velocità di esecuzione di specifiche applicazioni in vari campi scintifici e tecnologici (non in tutte le applicazioni, ma solo in alcune famiglie di apploicazioni massicciamente parallelizzabili).

Ad esempio, la simulazione dei neuroni viene accellerate di 100 volte. La dinamica molecolare di 240 volte. La simulazione delle nuvole nell'atmosfera di 50 volte.

Tutto questo ha implicazioni fondamentali nel passo di sviluppo della ricerca scientifica e tecnologica. Quello che prima richiedeva un'ora di lavoro adesso richiede 30 secondi, un minuto o 3 minuti. Questo significa che si possono testare molte più soluzioni nello stesso tempo, e quindi produrre risultati in tempi molto inferiori. Un MRI processing 40x implica che siamo al livello di poter creare un video in tempo reale del funzionamento del corpo umano e testare in tempo reale cosa succede se lo manipoliamo (applichiamo un farmaco, una terapia fisica, o altro).

E con un fenomenale aumento di 240 volte delle prestazioni nella dinamica molecolare, la ricerca sulle nanotecnologie ha la possibilità di accellerare in modo inaspettato. 240X significa che quello che richiedeva 10 giorni adesso si può fare in una sola ora ad un costo accessibile quasi a tutti. Ed è questo il punto importante, forse anche più dell'aumento delle prestazioni. Il costo è talmente basso (e non può far altro che diminuire ulteriormente) che permette ad un gran numero di persone interessate nello sviluppo di investire in questi campi e produrre risultati. Piccoli? grandi? non importa. Ogni risultato migliora la nostra conoscenza in questi campi e ci porta più vicini a soluzioni innovative.

20 giugno 2007

Donne shockanti, auto elettriche, ultracondensatori nanotecnologici e superconduttori

Per prima cosa, una interessante e felice notizia: la Phoenix Motorcars ha finalmente mostrato i primi modelli di un'auto completamente elettrica che utilizza le batterie a ultracondensatori sviluppate dalla Altairnano e che sarà disponibile in volumi (6000 unità) dal 2008. Ne da notizia  Futuro prossimo in Vicina l'era dei trasporti elettrici grazie alla Phoenix

Personalmente non credo che sia possibile passare direttamente ed in massa dalle auto con motore a combustione interna ad auto solamente elettriche. Non esiste ancora l'infrastruttura necessaria per tutti quei mezzi. Il che rende le auto elettriche utili solo per essere usate all'interno di zone ristrette e quando è possibile ritornare sempre alla base per ricaricarsi.

L'immediato futuro è delle PHEV, che permettono di usare un motore elettrico con batterie ricaricate dalla rete domestica nei normali spostamenti di tutti i giorni, ma che permettono di usare un motore a combustione interna per ricaricare le batterie nel caso serva una autonomia maggiore oppure ci si trovi in una zona senza accesso alla rete elettrica. Va aggiunto che c'è una differenza pratica importante nel fare rifornimento in pochi secondi travasando un liquido che richiede un semplice contenitore (la classica tanica di benzina) o in 10 minuti (come avviene per il modello della Phoenix presentato) o in varie ore (come avviene per i modelli di PHEV o EV che usano batterie al Litio o di altro genere.

Altre notizie recenti affermano che la Altairnano e la Phoenix stanno equipaggiando una rete di distributori in California con delle stazioni di ricarica veloce per le loro auto. Questo permetterà alla Altairnano di sviluppare un mercato parallelo per gli ultracondensatori che produce: non solo all'interno delle automobili, ma anche alle stazioni di servizio per immagazzinare durante la notte, quando costa meno, l'energia elettrica che sarà usata per ricaricare le automobili elettriche (trasferire 35 KWh in 10 minuti non è esattamente una cosa banale per la rete elettrica cittadina).

Ma la notizia successiva riguarda proprio questo aspetto: la trasmissione dell'energia elettrica attraverso superconduttori di seconda generazine. In questo post di Gizmag, la American Semiconductors annuncia di aver ottenuto risultati significativi e di stare aumentando la produzione dei suoi cavi superconduttori per applicazioni commerciali. Il procedimento è proprietario, ma a basso costo e permette di sostituire i cavi di rame (molto costoso) con cavi superconduttori molto più sottili o, volendo, sostituirli con cavi superconduttori di dimensioni simili ma in grado di sostenere una corrente molto superiore. L'effetto di una ampia adozione di questa tecnologia è che linee elettriche costeranno molto meno, saranno molto più affidabili e ridondanti, occuperanno molto meno spazio, e potranno trasportare molta più energia elettrica.

Ma, immagino, vi state ancora domandando che cosa centra con tutto questo una donna shockante? Be' oltre ad essere bella, questa ragazza è in grado di dare uno shock elettrico molto potente. Un paio di calzature alla moda, che hanno la possibilità di trasmettere dalla punta una singola scarica elettrica da 100.000 Volts, sono sicuramente un must per la donna che non deve chiedere mai aiuto!!!

Il commento della creatrice di moda che ha sviluppato queste scarpe ed altro:

“I believe this type of capability is a dream of many women and it is my intention to bring it to market,”

“These shoes were designed to transform the self-perception of the wearer. The act of donning these shoes and the matching necklace is comparable to the ritual of wearing a mask; once they are on, they empower the wearer to express her hidden powerful personality.

The scenario of use is any day or event in which the wearer wants to feel in control, displaying power with irony and style and using it only in case of a real emergency.

I've designed many such wearables,” said Simona. “I have a full range of these wearable dream technologies waiting for the right opportunity.” Simona is seeking the right business partners to make this come true. Interested parties can write to Simona here.

19 giugno 2007

Misurare l'invecchiamento con i biomarkers (e la metformina)

Da Ouroboros leggo questo interessante post al riguardo.

Per determinare se un medicinale è efficace nel rallentare, bloccare o invertire gli effetti dell'invecchiamento, fino ad ora l'unico modo era di misurare la vita dei soggetti studiati (uomini, topi, moscerini, lieviti, etc.); cosa che richiede parecchio tempo, in particolare per umani e topi. Due ricercatori (Spindler and Mote) hanno condotto uno studio per sviluppare un approccio che usi i biomarkers per determinare se un medicinale ha effetto sull'invecchiamento. Questo permette sia di verificare più biomarkers contemporaneamente, di modo da limitare la possibilità che un singolo markers dia indicazioni errate a causa di variazioni individuali dei soggetti (ad esempio, la densità delle ossa), ma anche di misurare quantitativamente l'effetto (e.g. il medicinale A produce un effetto 1x, 2x, 3x rispetto al medicinale B).

Questo approccio può accellerare di molto la velocità con cui si possono testare gli effetti di sostanze nuove o vecchie e quindi produrre un incremento delle informazioni necessarie a sviluppare una terapia anti-invecchiamento efficace.

Se anche le terapie anti invecchiamento trovate nei prossimi anni estendessero la vita media e la vita produttiva di pochi anni, questo permetterebbe di ridurre la spesa sanitaria e sociale e avvicinerebbe moltissime persone alla possibilità di usufruire delle terapie longeviste che saranno sviluppate negli anni successivi.

13 giugno 2007

La Tassa T3: un guanto di sfida

Un guanto di sfida per coloro che affermano che il riscaldamento globale è causato dalla CO2, in particolare quella prodotta dall'uomo.
In "The T3 Tax: Laying Down the Gauntlet" Geoffrey Allan Plauche sul Mises Economic Blog segnala questa proposta dell' economista Ross McKitrick, che con Steve McIntyre fu uno dei maggiori responsabili nello screditare il grafico dell'Hockey Stick di Michael Mann.

La proposta è relativamente semplice ed è illustrata in questo articolo dal titolo Call their tax: perché, invece di legare una tassa al livello di CO2 nell'atmosfera non si lega una tessa alla temperatura dell'atmosfera, in particolare alla temperatura della troposfera sopra l'equatore?

Questo dovrebbe soddisfare sia chi crede che la CO2 sia la causa del riscaldamento, sia chi non lo crede. Se la CO2 è la causa, la temperatura della troposfera sopra l'Equatore deve salire di molto. Se la CO2 non è la causa, la temperatura della troposfera sopra l'equatore non salirà molto e potrebbe pure scendere.

Questo darebbe un incentivo a chi deve costruire un impianto che emette CO2 a prevedere i livelli di CO2 e se questi producono un innalzamento della temperatura. Questo spingerebbe gli investitori a investire in previsioni affidabili, perché una corretta stima del clima futuro sarebbe vantaggiosa. Ma, anche, aumenterebbe la concorrenza tra i climatologi nel produrre modelli sempre più affidabili, perché ne avrebbero un vantaggio economico loro stessi, e chi fallisse in questo verrebbe punito economicamente.

Possibilità che venga implementato questo piano? Zero.

I veri credenti del riscaldamento globale antropologico non sono interessati ai fatti del clima, ma a far progredire la loro agenda di controllo globale sull'economia mondiale (infatti la maggioranza sono ex-comunisti, statalisti e burocrati di varia natura).

08 giugno 2007

Bouvette statalista

Sento la notizia solopochi secondi fa, da Studio Aperto su Italia 1.

I senatori devono fare una protesta per ottenere che il gelato  sia disponibile alla bouvette del Senato della Repubblica. Quale più grande dimostrazione del fatto che lo statalismo è fallimentare, del fatto che un'ala del Parlamento non disponga di una merce così comune per noi poveri mortali?

Un passo verso una memoria viva e funzionante


A Step Toward a Living, Learning Memory Chip: Scientific American

In questo articolo di Scientific American viene data la notizia che
ricercatori dell'Università di Tel Aviv sono stati in grado di
impiantare delle rudimentali memorie funzionanti in una rete di neuroni
coltivata in laboratorio.

Una tecnologia simile, ma molto più sofisticata potrebbe impiantare,
come nei fumetti, false memorie in una persona, oppure renderebbe
possibile produrre copie dello stesso cervello biologico, per chi
preferisce che il suo upload sia su substrato biologico e non elettronico.

Generazioni hi.tech


PI: Coltivano generazioni di neonati hi-tech

A quanto pare, l'età media di esposizione alla tecnologia avanzata cala,
ma cala anche il numero di ore dedicato ai gadget ultra-tecnologici.

Questo, IMHO, implica che i gadget sono sempre più cose "normali", usati
per scopi produttivi e non cose "straordinarie" da ammirare.

Mobile-ITX: una motherboard quasi impiantabile

La battuta è di Zonk di Slashdot che ha colto il punto interessante.


PI: Mobile-ITX, un PC che sembra una carta di credito

La Mobile-ITX non ha ancora le dimensioni adatte per essere il primo PC
impiantabile nel corpo umano, ma ci siamo quasi. Le dimensioni sono di
7,5 x 4,5 centimetri.
Mancano una o due generazioni per arrivare a quel punto.
Se dimezziamo le dimensioni del Mobile-ITX arriviamo a 4,5 x 3,75 cm
(circa un defibrillatore o un pacemaker impiantabile); e se le
dimezziamo ancora arriviamo a 3,75 x 2,25 cm


> "VIA CEO Wenchi Chen revealed a business card-sized motherboard
> billed as the 'world's first industry-standard form-factor for
> PC/phone convergence,' at Computex this week. The mobile-ITX" board
> measures 3 x 1.8 inches. It's half the size of pico-ITX, which was
> half the size of nano-ITX, which, in turn, was half-the size of
> mini-ITX — which was already small. It's not clear whether VIA will
> make these tiny motherboards available to end users, or if they will
> only be sold directly to device makers, but generally all of VIA's
> tiny motherboard formats have spread around to other suppliers and
> become widely available."

Se Mini-ITX è stata introdotta nel marzo 2001 e commercializzata
nell'aprile 2002, Nano-ITX è stata proposta nel marzo 2003 e
implementata alla fine del 2005, e Pico-ITX è stata proposta a gennaio
2007 e mostrata a marzo 2007.
Adesso siamo in giugno e VIA mostra la Mobile-ITX che è già
pre-ordinabile per chi fosse interessato a comprarla.

Volendo essere ottimisti, ma non troppo, si può pensare che la prossima
generazione sarà disponibile alla fine del 2008 e quella successiva alla
fine del 2009 inizi del 2010.

06 giugno 2007

Prime interfacce neurali?

Be', quasi ci siamo.
Usano sia impulsi elettrici del cervello che neuromuscolari, ma è
possibile codificare fino a undici comandi differenti, con questo
modello. Il tempo di "addestramento" per imparare ad usare questo
dispositivo è di appena due minuti.

Dovrebbe arrivare sul mercato entro la fine dell'anno con un prezzo di
circa 300$.


Legit Reviews - CeBIT 2007 - OCZ's Neural Impulse Actuator - CeBIT 2007
Highlights - The Neural Impulse Actuator

Microdisplay in arrivo

Da Gizmag la notizia che dei microdisplay stanno per entrare in
commercializzazione. La qualità dei display prodotti è pari a quella di
uno schermo di 30 pollici di diagonale a e metri di distanza. L'impianto
di produzione è in grado di arrivare fino a 10 milioni di pezzi all'anno.


Video sunnies are on their way: MED's miniature eye-screens are now
ready for mass-production. - gizmag Article


Quale sarà l'azienda che userà per prima questo componente per produrre
dei microvisori e introdurli sul mercato di massa?

17 maggio 2007

Il Lusso del Ricco è la Necessità del Povero

Spesso succede proprio questo: quello che nasce come un oggetto di lusso per ricchi diventa un oggetto necessario ai poveri. Ma non come status symbol.
A Kerala (in India) i pescatori grazie all'uso del cellulare riescono a guadagnare il 30% in più rispetto a prima e ripagano l'investimento in due o tre mesi.
La comunicazione permette un migliore flusso delle informazioni e quindi il pesce non venduto passa dal 6% allo 0%, il profitto dei pescatori è salito (in media) dell'8% e il prezzo per i consumatori è sceso del 4% (il che significa, per i consumatori locali, un surplus di 20 rupie per persona ogni mese, pari ad un incremento del reddito del 2%). Non solo, l'uso del cellulare ha fatto aumentare del 6% il numero delle persone che frequentavano programmi educativi e del 5% la probabilità di accedere ai servizi sanitari per i malati).

Qui l'articolo originale
The Visible Hand(set): Mobile Phones and Market Performance in South Indian Fisheries

Hat Tip : Mapping Strategy , Communications ,

14 aprile 2007

Il futuro della medicina

Come prevedeva James Hughes in un articolo per BetterHumans (e tradotto da me per Estropico) di alcuni anni fa, la medicina sta per essere rivoluzionata dal progresso tecnologico in campi differenti come l'elettronica, i computer, la programmazione, la microfluidica e altri ancora. Questo perché abbassandosi i costi correlati alla tecnologia utilizzata e migliorando le prestazioni della stessa tecnologia, le persone comuni diventano sempre meno dipendenti dai medici per la diagnosi e la cura delle loro malattie e condizioni.

In questo post, Estropico riprende un articolo del "Journal of American Physicians and Surgeons" intitolato "Revolutionizing 21st Century Medicine with Consumer-based Diagnostics
and the Internet" (PDF originale qui) che prende in esame i progressi della diagnostica e la differenza tra un sistema regolato (la medicina umana) e uno non regolato (la medicina veterinaria).

Non sorprende che un veterinario possa fare molto di più per un animale di quanto possa fare un medico. Il sistema è molto meno regolato e i veterinari sono esposti al mercato e quindi ricompensati per il loro lavoro in dipendenza della qualità e quantità del prodotto e del servizio che forniscono.

Robinson, l'autore dell'articolo, afferma che l'industria dei laboratori clinici ha un giro di affari di 100 miliardi di $ all'anno ed è il più grande e potente monopolio (di fatto) della storia dell'umanità: "This is the most powerful and highly paid monopoly in human history—now demanding 17 percent of the entire annual gross domestic product of the United States in return for its services." Il 17% del PIL USA è circa 4 volte la percentuale del PIL USA dedicato alla difesa.

Rompere questo monopolio e rendere il consumatore re del mercato della diagnostica significa migliorare ed estendere la vita media delle persone e liberare decine di miliardi di $ ogni anno per lo sviluppo economico e la ricerca scientifica e tecnologica. E ridurre il potere delle oligarchie statali di controllare la vita dei cittadini.

13 aprile 2007

Visualizzazione pentadimensionale (fertilità nel tempo)

Mapping Strategy riporta l'esistenza di questo interessantissimo strumento di visualizzazione dei trend di Google: GapMinder.
Permette di visualizzare l'andamento nel tempo, con una semplice animazione di alcune interessanti variabili.
Mapping Strategy riporta, in particolare, la relazione tra Aspettativa di Vita e Reddito, nel tempo dei vari paesi e aree mondiali.

Quello che ci interessa di più, comunque, è la relazione tra fertilità femminile (numero di figli per donna) e l'aspettativa di vita media della popolazione.
Se si selezionano i paesi del Nord Africa e del Medio Oriente, si può notare che l'aspettativa di vita media è cresciuta velocemente fino a quasi raggiungere i livelli occidentali, mentre, a parte poche eccezioni che sono solo in ritardo sul trend generale o di cui non abbiamo i dati storici (Yemen, Afghanistan, Iraq) la fertilità media è diminuita rapidamente in quasi tutti i paesi in esame in modo netto e significativo e il trend non sembra essere in nessun modo intenzionato a faermarsi molto presto.
Le indicazioni sulla fertilità di vari paesi indicano che non ci si può aspettare più una significativa ondata migratoria proveniente da loro, come facevo notare in un post precedente. La Turchia, per esempio, nel 2004 aveva una fertilità di 2,2; esattamente il valore per mantenere la popolazione stabile. Il che significa che ogni persona che emigra è una persona in meno che vive in Turchia. Lo stesso vale per i paesi del Maghreb, con la Tunisia al di sotto del livello di sostituzione e Marocco e Algeria poco al di sopra (2,4 - 2,5). Il trend è inequivocabile, una volta osservato nel tempo. Il che significa che in Europa, l'immigrazione ha ottime probabilità di provenire da paesi dell'Africa sub sahariana, che sono gli unici con una fertilità consistente ed una aspettativa di vita molto bassa.
Il che lascia l'Eurabia realizzabile solo dagli immigrati islamici già arrivati negli anni passati. Però, abbiamo già visto in precedenza che anche la popolazione islamica europea sta rapidamente allineandosi agli standard di fertilità degli europei autoctoni. Se il trend di unioni al di fuori del loro gruppo etnico è consistente con i dati francesi, questo significa che circa il 20% si sposerà con appartenenti ad altri gruppi e tenderà ad adottare i costumi nazionali (essendo, in pratica, i figli al di fuori di entrambi i gruppi di origine). Il che implica, se il trend è costante, che gli immigrati saranno completamente riassorbiti in circa un pochi decenni.

L'unico ostacolo a questo esito è la possibilità delle componenti più integraliste e razziste di tenere con la forza gli individui che vorrebbero fuoriuscire dalla comunità per integrarsi. In questo caso, solo un adeguato intervento dello stato, per limitare questa dinamica può permettere ai vari gruppi di essere assorbiti e integrati nella popolazione autoctona, senza troppi traumi. Il che significa, in generale, avere la forza e la volontà di mantenere legge e ordine e la volontà di colpire senza riguardi i predicatori e i propagandisti che incitano all'intolleranza, alla violenza e alla divisione dal resto della popolazione e tutti gli elementi criminali.

Senza questo, l'integrazione può essere inibita per molto tempo. Il tempo necessario a produrre una reazione espulsiva degli europei autoctoni contro le popolazioni immigrate; probabilmente tutte le popolazioni immigrate e non solo quelle più facinorose.

07 aprile 2007

Vaccinazione contro la depressione e altre notizie

La notizia è interessante è mostra la complessa relazione tra la nostra capacità cognitiva ed emotiva e l'interazione con l'ambiente circostante.
Che sia il caso di vaccinarsi con il Mycobacterium vaccae?

Anche gli altri post di Randall Parker (Futurepundit) sono particolarmente interessanti e ci riportano ad alcuni temi esposti in alcuni miei post precedenti:

MIT Computer Model Equals Brain At Rapid Categorization
Lo sviluppo di una qualche forma di AI (Intelligenza Artificiale) si fa sempre più vicino.
In questo caso al MIT sono riusciti a eguagliare le prestazioni del cervello umano nel riconoscimento delle forme; a quanto pare anche negli errori.
Il che ci fa presagire lo sviluppo di tecnologie che permettano di sostituire il lavoro umano in molti campi.
L'elevato costo della manodopera in Europa implica che queste tecnologie saranno utilizzate al più presto, una volta sviluppate commercialmente. L'Italia fu una delle prime a sviluppare la robotica nella produzione industriale proprioo per l'elevato costo della manodopera operaia. Questi sviluppi, semplicemente, spostano l'utilizzo della robotica anche fuori dalla fabbrica.

Denmark Fertility Boosted By Reproductive Technologies
La Danimarca ha una fertilità tra le più elevate dell'Europa, anche grazie all'ampio uso della fecondazione artificiale in vitro e di altre tecniche. Il 4.2% nel 2002, probabilmente di più oggi. Il che significalo 0,1 di differenza tra 1,9 e 1,8. Quando il numero di figli per mantenere la popolazione costante è di 2,1, la differenza è fondamentale per mitigare lo squilibrio demografico.
Quelli che si lamentano della denatalità europea sostenendo posizioni clericali dogmatiche si troveranno di fronte alla scelta di incentivare le tecniche riproduttive artificiali (e l'aborto e la distruzione degli embrioni sovranumerari) o accettare una minore fertilità di quella possibile.

Genetic Influence For Religiosity And Altruism
La religiosità e l'altruismo sono correlati (ok lo sapevamo già senza particolari studi scientifici), ma che fossero correlati geneticamente e che ci siano sempre più ricerche che lo sostengono è una novità interessante. Nasce prima l'altruismo o la religiosità? I recenti studi sulle scimmie mostrano che l'altruismo è già presente in varie forme, e quindi un comportamento altruista è preesistente allo sviluppo delle religioni. Quindi le religioni sono un modo che gli umani hanno sviluppato "recentemente" per codificare una serie di comportamenti altruistici e socialmente benefici. Ovviamente, gli elementi egoistici si sono adattati, per quanto possibile, per sfruttare a loro vantaggio, pervertendo quando possibile, la religione. E le religioni si sono adattate, mano a mano, per limitare questa possibilità di perversione delle loro regole.
Chi selezioni i propri figli per essere più religiosi o altruisti, dovrà selezionare anche una intelligenza superiore e altre caratteristiche che rendano più difficile che religiosità e altruismo vengano sfruttate a loro svantaggio o espresse in modo negativo per la società.

03 aprile 2007

L'Eurabia è una strada in salita

Ho già accennato in un  post precedente che credo che l'Eurabia sia una possibilità remota e che le conseguenze di una mancata assimilazione culturale degli immigrati islamici saranno altre, meno catastrofiche ma non certo piacevoli. Vale, però, la pena scrivere e ragionare sul perché sono convinto di ciò.

In "France, Its Muslims and the Future" Randy McDonald analizza il trend del passato prossimo e remoto in varie parti del mondo al riguardo dell'influsso dell'immigrazione sulla cultura e sulla religione dei paesi di arrivo degli immigrati. La sua tesi, interessante e convincente, è che il pericolo che gli immigrati prendano il controllo di un paese (o di un continente, nel caso dell'Europa) sono piccolissime. D'altro canto, il problema dell'immigrazione e della non integrazione con la popolazione e la cultura autoctona sono vecchi come l'umanità (basta pensare alla storia dell'Esodo nella Bibbia). 

Il grosso del trand demografico che ha prodotto il gran numero di immigrati islamici (e non) in Europa data agli anni 60 e 70 del secolo scorso, coincidendo con l'abbandono dell'Algeria da parte della Francia e la necessità di Francia, Germania e più tardi dell'Inghilterra di manodopera immigrata. Manodopera che arrivò da numerosi paesi europei e extra-europei (tanto che, per esempio, durante la dittatura di Salazar, 1/10 dei portoghesi immigrò in Francia). Con la crisi economica degli anni '70 del secolo scorso, l'immigrazione massiccia in Europa Occidentale è terminata e, poco dopo, anche l'elevata natalità nei paesi islamici.

Il crollo della natalità (sebbene ancoa superiore a quella autoctona) degli immigrati in Europa dipende in gran parte dall'inurbazione, dall' adozione (volontaria o involontaria) di nuovi stili di vita da parte degli immigrati. D'altro canto, lo stesso avvenne e avviene nei paesi arabi e del maghreb (tanto che la Tunisia è già sotto ai due figli per donna). Il desiderio di un tenore di vita elevato, la necessità dei coniugi di lavorare entrambi per guadagnare abbastanza da poter vivere adeguatamente, la maggiore scolarizzazione (che ritarda la nascita del primo figlio), sono alcune delle cause che riducono il numero dei figli che possono essere cresciuti.

Inoltre, nei paesi del maghreb la situazione economica è abbastanza buona da inibire immigrazioni di massa, grazie alla globalizzazione, che sposta le fabbriche verso chi vuole e può lavorare e non chi vuole e può lavorare verso le fabbriche.

Il che ci porta alla considerazione che, esaurita la spinta dell'immigrazione dai paesi di origine sia per motivi demografici che per motivi economici e riducendosi velocemente il differenziale di fertilità tra immigrati e popolazione autoctona, oltre che alla grande propensione a sposarsi fuori dal proprio gruppo etnico/culturale/nazionale (il 40% degli immigrati maschi e il 20% delle femmine si sposa fuori dal suo gruppo e oltre la metà degli arabi o dei berberi non passa il suo linguaggio ai figli).

Questo porta alla conclusione che per integrare più facilmente gli immigrati e i loro figli, le scuole che insegnano in lingua differente da quella nazionale dovrebbero essere scoraggiate, almeno fino a che i bambini non sono abili con la lingua nazionale. Questo serve a rendere l'integrazione molto più facile e la mancata integrazione molto più difficile. Dopo tutto, il figlio di un maghrebino o di un arabo o di un pakistano ha delle difficoltà a farsi influenzare dalla propaganda jihadista, se non conosce l'arabo.

Ma, supponendo che il trend demografico non sia così favorevole, la strada per l'Eurabia è ancora molto ripida, stretta e sull'orlo di un dirupo, per chi la vuole seguire. Questo perché altri fattori congiurano contro la sua nascita.

Uno dei fattori principali che congiurano contro la nascita dell'Eurabia è il fattore economico. Se l'Europa, che è ancora uno dei motori della crescita economica mondiale sebbene ingolfato dallo statalismo e dalla burocrazia, dovesse cadere in uno stato di turbolenze politiche ed militari, dovute alla presa del potere di minoranze numerose di islamici (o di minime maggioranze), tutta la sua ricchezza sparirebbe in pochi anni. Questo perché un regime islamico (quale che sia) è estremamente inadatto a permettere ad una economia moderna di funzionare efficientemente ed efficacemente. Non c'è nessun paese islamico che possa dirsi una "tigre" economica, a causa dei regimi dispostici e corrotti (sia secolari che teocratici).

La presa di potere islamica su parti dell'Europa scatenerebbe una violenza da parte delle popolazioni autoctone che adesso e tenuta perfettamente (o quasi) sotto controllo dallo stato. Ma uno stato basa il suo potere sulla considerazione e la fiducia che hanno i suoi cittadini nella sua capacità di difenderli e dimostrasi forte. Uno stato debole non terrebbe sotto controllo gli islamici, ma neanche la sua popolazione non islamica. E questo non tiene neanche in considerazione la storia degli stati europei, che non hanno mai ceduto il potere su un metro di territorio senza una guerra o la minaccia di guerra.

Quindi, a meno che gli islamici non siano in grado di prendere il controllo in pochissimo tempo di tutto il continente, prevenendo una reazione della popolazione, al primo accenno di problemi, si troverebbero circondati da una popolazione ostile, privati del supporto dello stato sociale che permette a molti estremisti di vivere alle spalle della popolazione pacifica e non islamicae senza un facile accesso al supporto di altri stati islamici. L'Europa divisa in enclavi in lotta tra di loro è una impossibilità economica, in quanto delle piccole enclavi non sono economicamente autosufficienti, mancando di materie prime o della possibilità di commerciare. Se anche si formassero, potrebberpo durare pochissimo. La storia delle Krajine serbe è un esempio, così come quella degli stati crociati in Terrasanta.

Ma, supponendo che in Europa si formino dei gruppi islamici abbastanza forti da tentare di reclamare parti degli stati come proprie, facendo una "pulizia" religiosa delle zone sotto il loro controllo. Questo implicherebbe il crollo del sistema economico in Europa, e con esso, il crollo del welfare state che permette a tanti islamici di vivere a spese degli europei.

Non solo, anche eventuali stati islamici che volessero aiutare le enclavi mussulmane a difendersi o a espandersi sarebbero messi in gravi difficoltà dalla caduta dell'economia europea. Intanto perderebbero il primo o il secondo mercato mondiale per il loro prodotto principale, il petrolio. Petrolio che richiede investimenti considerevoli da parte degli occidentali, che hanno la tecnologia per rendere produttivi giacimenti difficili da sfruttare, manodoperà specializzata, investimenti considerevoli, etc. Il crollo dell'Europa implicherebbe la perdita di un fornitore di tecnologie e prodotti importante, come medicinali e cibo. Già adesso paesi come l'Egitto o l'Arabia Saudita sono dipendenti da massiccie importazioni di generi alimentari (e l'Egitto ne paga una parte con gli aiuti economici degli USA).

Aggiungiamo che senza l'Europa (che è la seconda potenza militare al mondo dopo gli USA), il M.O. e il mondo islamico sarebbero alla mercè delle mire espansionistiche di Cina e India, mentre gli USA sarebbero troppo impegnati a rimettere insieme i cocci dell'Europa, in cui hanno enormi interessi, così come gli europei hanno enormi interessi in USA. Accetterebbero gli USA che parti importanti della loro economia finissero nelle mani di potenze islamiche ostili? La storia del Kuwait dice di no.

La situazione dell'Islam attuale è quella dell'Impero spagnolo del XVI secolo. Il suo grande potere deriva dal denaro generato dal petrolio. Senza quel denaro, non è più possibile comprare favori politici in Occidente finanziando università, proselitismo e terrorismo. Come la Spagna del XV secolo, l'Islam è sottosviluppato economicamente e non produce nulla di significativo. Ha solo vinto del denaro alla lotteria del destino, ma si sta dimostrando incapace di amministrarlo (quelli che se la cavano meglio sono gli stati e i regni più piccoli, dove la spinta statalista è per forza di cose minore). Il che implica che una volta terminato il tesoro trovato, ritornerà povero come prima, se non di più. C'è un motivo per sui una popolazione è stabilmente più ricca di un'altra, e ha pochissimo a che fare con le risorse del territorio in cui vive.

Già adesso, con l'esaurirsi dei giacimenti più proficui e facili da sfruttare, gli stati islamici  si trovano nella condizione di scegliere tra una catastrofe economica e una cessione di concessioni significative verso le compagnie occidentali o comunque straniere.

La conclusione è che tra 10 o 20 anni, l'Islam sarà al massimo della sua estensione demografica, ma in una fase di sbilanciamento demografico e in una pessima situazione finanziaria (già adesso è tragica). Non esattamente il modo migliore per pensare di conquistare l'Europa o anche solo pensare di mantenere il controllo sul proprio territorio. Dopo tutto, il fatto che non ci siano notizie al riguardo di opere di proselitismo cristiano nei paesi islamici è dovuta più alla parzialità della stampa occidentale che ad altro. Inoltre, ci sono già alcuni indizi che fanno pensare che le nascite della popolazione autoctona europea ed occidentale non solo abbiano smesso di diminuire, ma stiano aumentando nuovamente. non sarebbe strano che tra 20 o 40 anni i paesi arabi e del maghreb siano in una fase di riduzione della popolazione e che i paesi europei siano in una fase di espansione demografica e mandino parte della sua popolazione a "ricolonizzare" quei paesi.

L'ultimo punto da tenere in considerazione, per comprendere quanto sia difficile la strada verso l'Eurabia, è un punto raramente preso in considerazione dai commentatori politici: il progresso tecnologico. Il progresso tecnologico moderno procede ad una velocità enormemente aumentata rispetto al progresso tecnologico del passato. Anche solo all'inizio del 1900, la tecnologia progrediva abbastanza lentamente da poter essere considerata un dato all'interno di una guerra o all'interno di un periodo di pochi decenni. Non più. Il passo del progresso è aumentato e aumenta continuamente. Il che significa che la tecnologia che oggi è solo immaginabile, tra pochi anni potrebbe essere disponibile e dopo anche meno tempo ampiamente diffusa. Ed in questo campo, i paesi islamici sono in una posizione anche meno favorevole che rispetto alla situazione economica.

Nel prossimo futuro, volente o nolente, ci possiamo aspettare che varie tecnologie chiave vengano sviluppate e modifichino profondamente la situazione economica e militare in favore dell'Occidente e a sfavore dell'Islam (come se non fossimo già abbastanza in vantaggio).

Uno di questi progressi chiave è la robotica e le sue applicazioni ai trasporti sia terresti che aerei e militari (uno per tutti gli UAV e UGV). Se l'Europa fosse sotto un pericoloso attacco islamico, anche una popolazione invecchiata ed esigua, ma tecnologicamente progredita, potrebbe utilizzare senza molti scrupoli (visto che non potrebbe permetterseli) dei robot sul campo di battaglia. Dopo tutto, il problema principale del loro impiego è politico/morale e non tecnologico (chi decide chi e che cosa uccidere). Se si vuole semplicemente uccidere e distruggere tutto all'interno di una zona, uno o più robot sono perfettamente in grado di farlo già ora o nel prossimo futuro.

Un'altra tecnologia chiave che potrebbe svilupparsi in modi inaspettati è la capacità attraverso vari metodi di aumentare la durata media dell'aspettativa di vita e della vita attiva degli individui. Già ora l'aspettativa di vita media cresce di circa 1 anno ogni 4, ma non solo, anche le capacità fisiche delle persone anziane migliorano. Dice molto, per chi coglie l'indizio, che negli USA siano stata posticipata l'età massima a cui ci si può arruolare nell'Esercito (per alcune determinate specialità), ma con gli stessi standard fisici delle reclute di 20 anni. Queste tecnologie sono/saranno relativamente costose e sono solo alla portata di economie sviluppate. Questo implica che la invecchiata popolazione autoctona europea, tra 20 o 40 anni potrebbe essere molto meno rimbambita e invalida di quello che si pensa. La popolazione islamica, d'altro canto, se non è in grado di produrre una economia efficiente, non sarà in grado di pagare per le stesse tecnologie (anzi, dipenderà da altri per le stesse, così come oggi dipende dall'Occidente per l'insulina e molti altri farmaci moderni). Se, poi, iniziative come il SENS e simili avessero successo, la popolazione occidentale potrebbe diventare virtualmente immortale e la crisi previdenziale evitata. Ma una popolazione islamica più povera e ostile non avrebbe accesso alle stesse tecnologie, se non pagando un elevato prezzo.

Il potere dell'Islam è un potere derivato dal petrolio, in quanto era in una situazione di decadenza all'inizio del 1900 e i paesi islamici non contavano quasi nulla. Tolto il petrolio, i paesi islamici ritornerebbero a contare quasi nulla, in quanto non producono praticamente nulla che sia di valore per il resto del mondo. D'altro canto, tolto il petrolio, i regimi locali non sarebbero in grado di controllare la popolazione, in quanto mancherebbero di una fonte di reddito sufficiciente a mantenerli al potere, ne sarebbero in grado di mantenere una macchina di propaganda in grado di diffondere le loro ideologie. Il che potrebbe permettere alla popolazione locale di essere più libera di adottare modi di vivere più simili a quelli occidentali.

La Boeing brevetta un dispositivo anti dirottamento

In pratica hanno inventato un dispositivo antidirottamento che, una volta attivato, impedisce a chiunque sullaereo di controllare il volo, e fa automaticamente atterrare l'aereo in un aereoporto vicino

Da questo a decidere di sostituire i piloti nei voli di linea il passo è breve e non molto più lungo è il passo di sostituirli in tutti i voli civili.

Hat tip per .

Il post è questo  e la notizia è tratta da qui

04 gennaio 2007

Un Presidente del Klan

A quanto pare, con la vittoria alle elezioni di Mid Term, i democratici hanno riguadagnato sia il Senato che la Camera degli USA.
Grazie a queste vittorie, tra poco, avranno la presidenza di entrambe le camere.
Questo significa che il Presidente del Senato, che è il terzo nella linea di successione presidenziale, sarà pro-tempore il Sen. Robert Byrd, D-W.Va. che è democratico e un ex appartenente al KKK con il titolo di Gran Dragone e non è mai stato pentito di ciò, oltre ad essersi battuto negli anni 50 e 60 per la segregazione razziale contro i neri.

Sulle ali del politicamente corretto, razzisti, islamisti, terroristi, comunisti e ogni altro ismo negativo viaggiano molto comodamente.

27 novembre 2006

Il Mito dell'Eurabia

C'è un interessante articolo del New York Post sul mito dell'Eurabia che tanti profeti di sventura stanno propagandando in questi anni. Personalmente concordo con l'autore, che gli islamici prendano il potere in Europa Occidentale è improbabile. Non appena la classe dirigente europea e la popolazione europea si sentiranno minacciati dai mussulmani, è più che probabile che vengano espulsi in massa (quelli fortunati).

E gli estremisti xenofobi non hanno neanche la necessità di fare propaganda per denigrare i mussulmani, basta il lavoro degli estremisti islamici a dare loro tutte le munizioni di cui hanno bisogno.

D'altro canto, in altre parti del mondo, pare che stia iniziando una reazione organizzata e massiccia contro l'Islam, che porterà la sfida direttamente nel cuore dell'Islam:

1) Negli USA sta nascendo un movimento anti-islamico, che vuole imitare il movimento anti-comunista degli anni tra il 1950 e il 1990, che tanto successo ha avuto e che fu una delle cause della caduta dell'impero sovietico.

2) Dalla Cina sta già muovendosi il più inaspettato degli aiuti ( missionari cristiani per predicare il vangelo lungo tutta la strada dalla Cina fino a Gerusalemme), se si tiene in mente che i cristiani in Cina sono una minoranza perseguitata che conta solo 100 milioni di fedeli.

3) Dalla Nigeria (il più popoloso dei paesi africani e uno dei più popolosi paesi islamici), le chiese cristiane vogliono imitare i loro fratelli cinesi nello stesso modo, mandando missionari per evangelizzare il nord della Nigeria e tutto il nord Africa fino a Gerusalemme.

Un sandwitch sino-africano, con l'Arabia nel mezzo.

Interessante questa parte di una email di aggiornamento del RTJ (Return To Jerusalem) Project:

God first gave the vision to the Chinese Church to take the Gospel ‘Back to Jerusalem’ in the 1940s. Now, there is exciting news to report as Christians in other parts of the world have grabbed the same vision and are making plans to send thousands of missionaries and evangelists from their nations also back to Jerusalem, where the Gospel first started. The Korean churches share in this great call to complete the Great Commission, believers in Taiwan have launched what they call ‘Taiwan to Jerusalem,’ a growing movement in Mozambique and other parts of southern Africa are mobilizing workers to take Christ’s love and power northward through Africa ‘back to Jerusalem,’ and now the strong and large Church in Nigeria, West Africa, has announced their intention to launch ‘Operation Samaria’ - to send 50,000 missionaries through the Islamic nations of North Africa, all the way back to Jerusalem! This path will take them through many of the most unevangelized places on the earth, such as Morocco, Algeria, Tunisia, Libya, Niger, Chad, Mali, Sudan, and Egypt.

Dopo tutto, la situazione non è così brutta come sembra.

26 novembre 2006

Un terzo degli ingegneri del MIT lavora a problemi di biologia.

Non è una brutta notizia.
Questo però comporta il problema di far comunicare i biologi con gli ingegneri, data la differenza di interessi e linguaggio.
Gli ingegneri si interessano più del "come", i biologi più del "che cosa". I primi lavorano e pensano in termini matematici astratti, mentre i biologi no.

Il fatto che questi due campi siano entrati in contatto in modo così massiccio significa che ci sono ottime speranze che si facciano grandi progressi in avanti nei prossimi anni. Capita spesso che un problema difficile in un campo abbia già trovato soluzione in un'altro.

25 novembre 2006

Jihadisti e puttane

 O di come si possa misurare il fallimento di un gruppo sociale dalla percentuale delle sue donne che sono in vendita

Jihadis and whores di Spengler discute, come in altri articoli precedenti, come la demografia del mondo islamico e dell'Iran in particolare sia in una situazione catastrofica.

Ad esempio, questo grafico mostra le previsioni demografiche dell'ONU perl'Iran nel 2050.

Assomiglia, come si può vedere, alla nostra situazione, solo che lo sviluppo economico dell'Iran è sempre più legato al petrolio che finirà presto o tardi.

La situazione economica è tanto brutta oggi che le donne iraniane non solo hanno praticamente smesso di fare figli, ma hanno anche cominciato a praticare la prostituzione in massa, sia in Iran (nei modi permessi dall'Islam e in altri non permessi) che in altri paesi, sia islamici che europei. In una massa tale che le prostitute iraniane sono il 10-15% in Italia, Germania e Olanda.

Il tempo corre e non esattamente a favore degli islamici. Gli iraniani, essendo i più civilizzati se ne sono accorti prima. Ma anche gli altri se ne stanno accorgendo (vedasi la caduta verticale del numero di figli per donna in paesi come l'Arabia Saudita negli ultimi 30 anni - da 7 a 3,2, con uno sbilanciamento del rapporto maschi/femmine in età riproduttiva di 4/3). Per gli islamisti questa è l'ultima possibilità di sopravvivere, distruggendo la civiltà occidentale. La stessa storia vista con i comunisti dell'Est, che però erano un po' più razionali e non credevano nel paradiso in cielo.

I Cheyenne hanno un proverbio che dice: "Una nazione non è mai conquistata fino a che i cuori delle sue donne non sono a terra".

Alcuni critici hanno contestato questa interpretazione, ma io non credo che sia di molto fuori dal bersaglio. Non è solo il numero di prostitute, ma anche il fatto che vadano a prostituirsi all'estero. Ma anche il numero di ragazza afghane che si bruciano pee evitare un matrimonio che non desiderano.

COme disse in passato Komehini, gli USA sono il Grande Satana, e sono l'incarnazione della società occidentale, con la sua capacità di tentazione quasi illimitata. Siamo troppo militarmnte potenti per sterminarli militarmente, dato che non sono una reale minaccia, e siamo troppo culturalmente potenti per lasciare loro lo spazio necessario a sopravvivere. Perché non esiste più una separazione che permetta loro di sopravvivere. Così come la tenebra non può resistere alla luce di una candela, se non c'è qualche cosa che impedisca alla luce di diffondersi.

Produzione petrolifera iraniana in calo

E non perché calano i prezzi, ma perché scompaiono gli investitori.

Sembra che dopo la dipartita dei giapponesi, dissuasi anche dalle pressioni USA, anche i cinesi stiano riconsiderando l'opportunità e la convenienza di investire nel settore petrolifero iraniano.

 A quanto pare, il petrolio di Azadegan è ben poco interessante per icinesi, dato che è petrolio "pesante" e "amaro", quindi non raffinabile dalle raffinerie cinesi che sono per lo più progettate per raffinare petrolio "leggero" e "dolce". I cinesi mancano sia del know-how per quelle raffinerie (una è in costruzione in Cina da parte di una compagnia occidentale), che dell'interesse di mettersi contro gli USA sulla questione.

Gli unici che hanno il know-how e gli impianti per raffinare quel tipo di petrolio sono gli europei, gli USA, il Giappone. Gli stessi con cui l'Iran si è messo in totta di collisione politica e militare, oltre che economica. Se si calcola che la diminuzione del prezzo del petrolio è stata del 25% e quella della produzione del 15%, si vede che, come minimo, le entrate petrolifere dell'Iran sono dimnuite del 30-35%.

Ovviamente, i contratti di fornitura di greggio rendono un po' più stabili i flussi di cassa per l'Iran, ma significano anche che i prezzi non sono stati così lucrativi come si poteva pensare. Dato che, però, il petrolio sta diventando l'unica fonte di finanziamento dell'economia iraniana, il governo iraniano sta diventando sempre più esposto alle fluttuazioni del merato petrolifero mondiale.

In queste condizioni, la stabilità del regime viene facilmente compromessa da una instabilità dei mercati energetici, dato che produce un aumento dei costi (in caso di prezzi in salita) e una diminuzione dei margini di vendita (in caso di prezzi in discesa). Dopo tutto, un regime è stabile fino a che riesce a riempire la pancia dei suoi fedeli e a tenere sottomessi gli altri. Senza la prima condizione, la seconda è impossibile. E il sostegno a Siria, Hezbollah, guerriglia irachena, le spese per manetenere i Pasdaran e i Basiji non aiutano certo a far quadrare i conti.

21 novembre 2006

Effetti della Globalizzazione NeoLiberale

In questo articolo della P2P Fundation si discute degli effetti della Globalizzazione NeoLiberale.

L'articolo è interessante e vale la pena di essere letto, ma colpisce come alcune affermazioni siano in stridente contrasto con quello che viene pubblicato da SlashDot.

In breve sull'articolo di P2P Foundation si accusa la globalizzazione di essere la causa dei crescenti guadagni della classe imprenditoriale o almeno del management delle grosse compagnie multinazionali, in quanto permette loro di spostare la produzione di beni e servizi in qualsiasi luogo della Terra dove vi sia offerta di manodopera a basso costo e di usare questa possibilità come minaccia per mantenere bassi i salari che il mercato richiede.

In gran parte questo è vero, ma solo fino ad un certo punto.

Infatti, come pubblica Slashdot in questi giorni, ma come era gia stato detto da Bill Gates numerose volte ed era osservabile fin dall'inizio, la possibilità dei mercati emergenti (Russia, Cina, India, e altri) di fornire i lavoratori a elevato valore aggiunto richiesti dal mercato globale è limitata, tanto che l'outsourcing dei lavori dell' IT verso l'India ha già rallentato fino a quasi fermarsi in quanto le aziende USA non trovano più lavoratori con i requisiti necessari per essere impiegati in posizioni elevate.

Semplicemente, il passaggio da una economia di sussistenza agricola e di pianificazione statale ad una industrializzata e post-industriale non è ne semplice ne facile per nessuno in quanto vi sono parecchi problemi da risolvere:

1) Implica un periodo di adattamento della popolazione, che deve selezionare gli individui con i giusti tratti genetici che la rendano adatta ad una vita produttiva in città, con orari di lavoro organizzati secondo tabelle precise; questo implica che moltissima gente che poteva vivere e sopravvivere in campagna lavorando la terra con una produttività di sussistenza, ma non è in grado di adattarsi ai ritmi cittadini, alla vicinanza con così tanti individui sconosciuti, etc.,  non sarà in grado di riprodursi e sarà sostituita dai discendenti di chi sarà in grado di adattarsi e prosperare.

2) Dato che le economie emergenti stanno "emergendo", esse richiedono una grande quantità di investimenti per costruire le infrastrutture necessarie a permettere di lavorare in modo proficuo, come complessi di appartamenti nelle città, acquedotti, fogne, strade, linee elettriche, centrali elettriche, distributori di benzina (o altro carburante), complessi commerciali, nuovi impianti industriali, strutture sanitarie, scuole, strutture finanziarie, etc. Questo rimplica che una parte non trascurabile dei lavoratori a maggior valore aggiunto (ingegneri, scienziati, medici, economisti, etc.) deve essere dedicata a costruire l'infrastruttura e a mantenerla, e quindi non può dedicarsi a "portare via il lavoro" ai suoi corrispettivi occidentali.

3) In Cina la costruzione di così tante fabbriche dedicate all'esportazione, il boom edilizio e lo sviluppo del paese hanno in pratica esaurito la disponibilità di manodopera sia specializzata che di quella non specializzata (e forse è per questo che l'IT è andato in India invece che in Cina); tanto che i salari reali stanno crescendo a ritmi pari a quelli della crescita dell'economia cinese (intorno al 10% annuo) e alcune aziende stanno già spostando gli investimenti in paesi con manodopera meno cara, come il Viet-nam e la Cambogia.

4) Dalla Russia non mi aspetto molti problemi di concorrenza; in primo luogo sta venedo colpita da quella che si può chiamare la "maledizione del petrolio" (un paese esportatore di petrolio, che lo usa come prima risorsa finanziaria, corre perennemente il rischio di essere preda di un regime autoritario, in quanto il potere economico dato dal petrolio permette a chi governa di controllare la popolazione senza subire effetti economici diretti - il paese può finire economicamente in rovina, ma l'élite al potere ha i mezzi per rimanervici). Inoltre, sta subendo una contrazione demografica molto grave (con caduta della aspettativa di vita media, in particolare degli uomini), che non promette bene per il futuro.

5) Tutti i paesi emergenti devono costruire le istituzioni formali ed informali che devono gestire la società che stanno costruendo. Si può costruire una serie di fabbriche, ma il sistema bancario che fa circolare il denaro, gestisce i profitti prodotti dalle industrie, i risparmi della gente comune, concede prestiti ed investe in nuove imprese, non si improvvisa in pochi anni o anche in un decennio o due. Infatti, il Giappone, che si sta integrando ormai da 60 anni nel sistema economico occidentale, ha avuto gravi problemi con il suo sistema politico e bancario negli anni 1990-2000. Lo stesso è vero per la Cina, dove il rispetto della legge da parte delle élite al potere è molto scarso, e c'è una grande quantità di crediti inesigibili che sarà difficile ammortizzare. Questo rende difficile il tipo di sviluppo economico post-industriale, e blocca la Cina ad un modello industriale datato, ma gestibile dal potere politico.

6) Dei tre principali paesi dalle economie emergenti interessati dalla globalizzazione, la Russia soffre di mancanza di democrazia, sia politica che economica, e le infrastrutture industriali sono ancora in gran parte obsolete (la parte buona del periodo di Yeltis al potere è stata che ha permesso di chiudere una quantità di fabbriche assolutamente antieconomiche da mantenere e quindi rifocalizzare gli investimenti la dove rendono di più). La Cina soffre di mancanza di democrazia e di un enorme numero di contadini da urbanizzare. L'India, unaca tra i tre, ha una democrazia funzionale, nonostante le sue carenza, ma ha un deficit infrastrutturale ancora molto elevato e anche essa ha una grande popolazione contadina da inurbare.

Problemi Occidentali

L'Occidente, in particolare l'Europa, ha subito malamente questa ondata di globalizzazione, perché ha ceduto fin troppo alla seduzione dello stato sociale. In parte questo può essere considerato come conseguenza della Guerra Fredda e degli anni del Terrorismo Rosso in Europa (1970-1985). Si è scelto di allargare i cordoni della borsa pe anestetizzare le tensioni politiche e sociali. Adesso ne paghiamo una parte dei costi e in futuro ne pagheremo altri. L'alto livello di tassazione e l'appiattimento dei rettiti che ne è conseguito ha causato una perdita enorme nella spinta imprenditoriale e quindi nella creazione di nuovi posti di lavoro; molti investimenti sono andati all'estero (anche una differenza del 1% annuo, composta nel tempo fa una bella differenza in 20 o 30 anni); la iperregolamentazione ha fatto si che anche gli imprenditori che volevano continuare ad intraprendere siano stati scoraggiati e intralciati nei loro sforzi, aggravando il problema; e non ultimo, i costi elevati della manodopera hanno mantenuto un livello di disoccupazione elevato, permettendo per lungo tempo di tenere bassi gli stipendi reali e quindi inibendo l'ingresso nel mondo del lavoro di un gran numero di giovani e donne (che avrebbero iniziato dai lavori meno pagati e sarebbero, con il tempo progrediti verso lavori più remunerativi).

Questo ha fatto si che molte fabbriche a basso valore aggiunto fossero esposte alla concorrenza internazionale, che con i suo bassissimo costo della manodopera le ha facilmente spazzate via.

Conclusioni

Il futuro vedrà una Europa (e in parte il Nord America, l'Australia e il Giappone) lottare con l'eccesso di statalismo, per ritornare alle radici liberali che ne hanno decretato il successo. Vedrà anche le potenze economiche in via di sviluppo lottare per sviluppare le infrastrutture sociali, politiche ed economiche necessarie a sostenere lo sviluppo.

Chi vincerà?

Tutti, se si muoveranno verso modelli economici più liberi e meno statalizzati. Nessuno, se prevarranno i protezionismi e gli egoismi statalisti.

23 ottobre 2006

Xprize Wirefly Cup 2006

Lo scorso sabato e domenica si sono svolte le competizioni per l'Xprize Wirefly Cup 2006.

Se ne occupano un articolo di Wired, Nowhere to Go But Up, e uno del Los Angeles Times, Space Elevator Visions Going Up.  

I dettagli possono essere letti su The Space Elevator Blog, nel post Space Elevator Games - no winner this year e su The Space Elevator nel post

Space Elevator Games 2006 Wrap-up by Dr. Brad Edwards.

Sebbene non ci siano vincitori quest'anno, il team USST ha dimostrato di poter sviluppare capacità impressionanti nella gara per il climber, mentre nella gara per il cavo più resistente, i concorrenti sono riusciti a raggiungere i 1661 libbre prima che la macchina che aggiungeva il peso si guastasse.

Entrambi i cavi hanno raggiunto l'80% della resistenza teorica del loro materiale, garantendo che dall'anno prossimo solo nuovi materiali potranno permettere di vincere la gara, uno degli scopi della competizione, infatti è quello di spingere lo sviluppo di nuovi materiali.

Il pubblico era numeroso e molto interessato, con la presenza di numerosi bambini e ragazzi.

L'anno prossimo sarà sicuramente molto interessante, dato che la sfida diventa più difficile e i team più esperti.

16 ottobre 2006

Riserve di grano mondiali ai minimi storici

FT.com / MARKETS / Commodities - Grain stockpiles at lowest for 25 years

Il Financial Times riporta una dichiarazione del Dipartimento dell'Agricoltura USA al riguardo. Le riserve mondiali sarebbero al livello più basso da 25 anni a questa parte. E al Chicago Board and Trade il prezzo è ai massimi degli ultimi 10 anni, con un prezzo di $5.51 per bushel prima della notizia.

Gia questo rappresenta un aumento del prezzo del 18% rispetto ad una settimana prima e del 56% rispetto all'anno scorso.

Le riserve mondiali, invece, sarebbero diminuite del 20% circa nell'ultimo anno.

Se il prossimo raccolto, l'anno prossimo non dovesse migliorare la situzione, ci potrebbeessere la necessità di razionare il cibo in alcuni paesi.

Questo si compone con la veloce crescita della domanda di cereali per la produzione di etanolo da usare come carburante, che potrebbe assorbire tra il 20 e il 25% della produzione di granturco degli USA (che a sua volta sta sostituendo la produzione di grano in quanto più proficua).

Se questo scenario dovesse avverarsi, molti paesi islamici avrebbero problemi economici a pagare per le derrate alimentari che importano (Egitto, Pakistan, Iran, Iraq, Giordania, Siria, tutti gli stati del Golfo Persico e altri ancora), nonostante il caro petrolio.

15 ottobre 2006

2nd Stand-Alone Power Assist Suit

Un esoscheletro, o forse sarebbe meglio chiamarlo power-suit, pensato per applicazioni ospedaliere. 2nd Stand-Alone Power Assist Suit permette di sollevare fino a 90 kg di peso, facendo sentire alla persona che lo indossa un peso di solo 45 kg.

Hat tip: Estropico

Il costo delle ibride è in calo

Financial Times

A quanto pare sia Toyota, con la Prius, che la Honda, hanno intenzione di tagliare il differenziale di prezzo tra le ibride e le auto normali rispettivamente di 1900 e 1700 $ nei prossimi tre anni.

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Hat tip: The Energy Blog: Cost of Hybrids Coming Down

La Resistenza non è inutile

Dave Kopel on School Violence on National Review Online

Questa notizia è interessante, perché mostra come la politica di passività e regressione che tanti danni ha fatto alla società occidentale sta cominciando a dare i suoi primi segni di regressione.

Per chi non legge l'inglese, nel distretto scolastico di Burleson, a Fort Worth in Texas, agli alunni vengono date lezioni su come comportarsi nel caso un uomo armato entri in una classe.

L'insegnante è Robin Browne, un Maggiore nella Riserva dell'Esercito della Gran Bretagna ed uno degli isatruttori per la Response Options, la società incaricata dell'addestramento nelle scuole di Burleson.

Rispetto a quello che veniva insegnato fino a pochi anni fa, le istruzioni e i consigli impartiti sono molto differenti: non fermarsi, non sottomettersi, non nascondersi, fuggire se si ha l'opportunità, attaccare l'aggressore se non si può fuggire.

Una classe di adolescenti, ma anche di bambini delle elementari che non si ferma e non si sottomette, ma invece reagisce scagliando tutto quello che ha sottomano contro l'aggressore, ha molte più possibilità di uscire con un numero di morti e feriti inferiore e probabilmente anche di sottomettere l'aggressore.

Non si tratta di fantasie.

La dove la reazione è stata immediata e violenta, in molti casi ci sono stati pochi se nessun morto e solo alcuni feriti, mentre la dove la reazione è stata di attendere, parlamentare, nascondersi, il numero di morti e feriti è stato molto superiore.

Quando, in Italia, si insegnerà ai bambini e agli adulti che non sono indifesi e incapaci, ma abili e pericolosi?

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Hat tip to: Instapundit.com - , Dr. Helen: Let's Roll , ENCToday.com SayUncle » That’s what I’ll teach my kids Random Jottings: A prophet without honor, except in his own self-estimation... Space For Commerce, by Brian Dunbar: Fighting Back

05 ottobre 2006

Finanziaria 2007

Il decalogo comparso su FINANZIARIA 2007 è sicuramente interessante, ma denota la solita ignoranza italiana delle leggi economiche e del comportamento umano e appare particolarmente populista; analizziamo i vari punti:

1) L'accesso al credito con un fondo pubblico di garanzia non dovrebbe essere disponibile solo ai lavoratori flessibili, ma a tutti i lavoratori a basso reddito (da definire basso). La gestione dovrebbe essere lasciata alle banche, che dovrebbero essere responsabili delle varie insolvenze e solo per quei crediti che servono all'acquisto di beni durevoli (casa, auto, frigoriferi e simili), non certo per finanziare il consumo. Queste cose vanno specificate bene, altrimenti si parte con una idea e si finisce con il risultato opposto.
In questo modo, in particolare per il credito all'edilizia (per la costruzione o l'acquisto di una casa), l'intervento di un fondo pubblico che non ha scopo di lucro diretto, può facilitare l'accesso al credito e permettere all'acquirente di pagare un tasso di interesse molto basso (tendenzialmente solo l'EURIBOR). Questo, nelle condizioni attuali significa che il tasso di interesse da pagare sarebbe inferiore di almeno 1% (dal 4% al 3%, in questo momento, e permetterebbe a molte persone con redditi bassi di comprare una casa o di costruirla accendendo un mutuo (quindi garantito dal valore della casa) di durata o di importo molto inferiore all'attuale. In particolare dovrebbero essere avvantaggiati i richiedenti che prevedono di pagare nel minor tempo possibile il mutuo e non dovrebbero esserci penalità di nessun genere per chi lo volesse pagare anticipatamente.




2) "Il lavoro o la formazione offerta devono essere commisurate al curriculum del lavoratore stesso." Questo è un punto importante. Perché un lavoratore atipico dovrebbe avere il diritto di rifiutare un corso di formazione o un lavoro che non siano commisurati al suo curriculum?
Se il concetto fosse "commisurati alle sue capacità" se ne potrebbe parlare perché, per esempio, non ha senso pretendere di aggiornare un tecnico di laboratorio con un corso pensato esclusivamente per i tecnici di radiologia.
Ma se la tipologia di lavoro che uno possiede è obsoleta e non c'è richiesta, perché dovremmo essere tenuti a pagarlo per mantenersi in una posizione obsoleta e improduttiva?


3) "Banda larga dagli enti locali"
Qui ci si infila nella follia più acuta.
Gli enti locali sono forse mai stati un esempio di gestione oculata e produttiva, pronta ad accettare l'innovazione tecnologica in anticipo rispetto ad altri?
Non mi risulta.
Molto meglio sarebbe eliminare tutte le barriere che impediscono a consorzi di privati di entrare nel mercato della banda larga locale e impediscono a privati di creare reti locali liberamente per utilizzarle oppure per rivendere il servizio ad altri (qui mi riferisco principalmente alle reti wireless tra privati).
Se la gestione fosse demandata agli enti locali, finirebbero per fornire un servizio scadente e obsoleto, magari spendendo il denaro per portare la linea ADSL alla baita di qualche politico o amico del sindaco, invece di costruire una rete wireless che serva una popolazione più ampia; il tutto adducendo scuse tecniche o legali.
Una deregolamentazione intelligente in questo campo aprirebbe la strada alla forza creativa del mercato e il problema si risolverebbe in gran parte da solo.

4) Compensi minimi.
L'idea di regolamentare il compenso minimo degli atipici in relazione al lavoro svolto e a dove lo svolgono è assolutamente fuori dal mondo. L'effetto che otterrebbe è di spingere i sindacati e i gruppi politici a fare delle leggi che impongano minimi elevati (per farsi vedere come difensori dei lavoratori) e questo spingerebbe i lavori a basso valore aggiunto fuori dal mercato.
Il massimo che si può fare è di decidere qual'è la paga oraria minima che deve essere corrisposta dal datore di lavoro, e quel minimo deve essere molto basso, per non incidere sui livelli di occupazione.
Questa proposta non tiene conto che un compenso minimo si traduce nella disoccupazione per tutti quei lavoratori che hanno lavori con una produttività bassa; semplicemente il datore di lavoro smette di avere un interesse economico nel farli lavorare (non guadagna) e quindi ha tre scelte: A) spostare la produzione dove i costi sono inferiori; B) automatizzare la produzione; C) cambiare tipologia di prodotto o servizio.
Una paga oraria bassa permette di assumere anche lavoratori che producono poco (i motivi della scarsa produttività possono essere molti), una paga oraria elevata costringe a licenziarli.
Questo non vale per i dipendenti statali, dato che lo stato può passare il costo dei suoi dipendenti ai contribuenti attraverso tasse, tariffe e altri tipi di estorsione.

6) Questo punto è interessante.Il sostegno ai nuovi nati è una priorità di ogni società che voglia durare (non alle madri - e i padri, invece, contano niente?). Se queste tutele sono giuste e necessarie, dovrebbero essere per tutti e non solo per alcuni sfortunati.
Per prima cosa, il costo delle assenze di maternità dovrebbe essere fatto ricadere direttamente sulla collettività e non sul datore di lavoro (questo eviterebbe che un datore di lavoro trovi conveniente liberarsi delle dipendenti gravide o con figli e sia restio ad assumere donne giovani e senza figli).
In secondo luogo, bisognerebbe incentivare la madri e i padri che lavorano ed hanno figli, con detrazioni molto superiori a quelle che riceverebbero se fossero disoccupati. Sarebbe dannoso creare una classe di proletari che derivano parte o tutto del loro sostentamento dal numero di figli che producono e che, in modo parassitario, si fanno mantenere dalla collettività che magari lavora e non ha i soldi per mettere su famiglia.

8) L'unico modo per calmierare gli affitti è quello di aumentare l'offerta di case in affitto o di case in vendita, di modo da ottenere una diminuzione sostenibile degli affitti e dei prezzi delle case.
Un intervento legislativo servirebbe solo a intralciare il mercato e a far si che qualche fortunato (i soliti) ottenga affitti a prezzo politico e il resto della gente rimanga senza la possibilità di trovare una casa. Limitare artificialmente gli affitti o i prezzi delle case significa che chi affitta non ha interesse ad affittare (perché non guadagna abbastanza per giustificare questa scelta) e anche l'aumento dell'ICI sulle case sfitte significa solo che invece di tenerle sfitte preferiranno venderle. Per non dire che ci sono molti modi per far apparire occupata una casa sfitta e quindi mettersi al riparo dall'aumento dell'ICI.

9) A che serve il " Raddoppio delle borse di studio e degli assegni di ricerca per dottorati e ricercatori."?
Se raddoppiassero i progetti di ricerca, saremmo tutti d'accordo. Ma pagare il doppio di persone sensa sapere prima che cosa faranno mi pare demagogico.
Permettere ad aziende, consorzi di aziende e privati di detrarre dall'imponibile il denaro donato o investito in ricerca sarebbe molto più utile; in particolare se la ricerca viene attuata nelle università. Si creerebbero un sistema che ha l'incentivo a spendere di più in ricerca e sviluppo di tecnologico e scientifico anche per applicazioni pratiche e non solo per qualche vago interesse scientifico astratto (teniamo conto che un ambiente che fa ricerca a breve termine crea la domanda per ricerca a lungo termine, dato che la seconda diventa necessaria per mantenere la prima costantemente attiva e produttiva).

10) Su questo io sarei molto più severo.
Ogni elettore che riceva un compenso dallo stato, cioè dal denaro pubblico che lo stato ricava dalle tasse dei cittadini, non dovrebbe poter votare. Questo eviterebbe che un gruppo di cittadini voti un gruppo politico per ottenerne in cambio sussidi, sovvenzioni e pensioni varie. Il politco che usasse le casse dello stato per beneficiare i suoi elettori perderebbe i voti dei beneficiati e si troverebbe in una situazione peggiore prima.
In breve, il 51% della popolazione potrebbe votare per un governo che passasse una legge che da loro la pensione pagata dal restante 49% della popolazione, ma alla elezione successiva il 49% della popolazione, che a qual punto rappresenta il 100% degli elettori, può votare un governo che tolga la pensione a quel 51% della popolazione, che all'elezione successiva può di nuovo votare.

Ovviamente un singolo dovrebbe mantenere il diritto di rifiutare pensione, sussidi, etc. per mantenere il diritto al voto.

19 settembre 2006

Un motivo in più per spazzarli via dalla faccia della Terra

I terroristi rinchiusi a Guantanamo preferiscono la Pepsi-Cola alla Coca-Cola, come gli elettori della sinistra.
Un'altro motivo esistenziale per vedere il loro genere estinto.

L'insostenibile peso della realtà

O di come il Papa sia un cattolico e il dialogo interreligioso un mezzo e non il fine.
Ma questo la maggioranza dei giornalisti e dei politici non lo può capire .
Il fine dei giornalisti è un monologo continuo, come sono tanto abituati a fare dalle pagine dei giornali; il fine dei politici è una discussione eterna in un comitato, che nulla produrrà di utile, ma che giustifica la loro esistenza.

14 settembre 2006

Una donna adorabile

Da sposare!
Peccato che a trovarne in Italia sia difficile.

Il grande tiro al tacchino talebano

Con riferimento ad un'altra battaglia dove i tacchini avevano gli
occhi a mandorla
e meritavano molta più considerazione.

L'articolo è interessante, ma anche la discussione che ne è seguita:

Intanto un numero interessante da parte di un lettore alla domanda di un'altro:

I've been keeping a running total. Since April 1 (~start of Taliban campaign to force NATO out of Aghanistan) :
Number of coalition deaths due to hostile action (not including accidents) = 79
Number of Taliban killed or captured = between 2350 - 2650


Un rateo di perdite di 79:2500 in meno di sei mesi a favore della NATO (ma dato il ritmo di perdite talebane potrebbero arrivare anche a 3.000 prima della fine del mese).
Un rateo di perdite di 1:30 a favore della Coalizione non è male. E per i Talebani deve essere un dolore atroce.

Tenuto conto che i numero che i talebani stessi danno delle loro forze è di 12.000 (10.000 secondo gli ufficiali NATO).

Questo significa che, tra una cosa e l'altra, tra 1/4 e 1/6 delle forze talebane sono distrutte.
I sopravvissuti avranno molto di cui discutere in nei loro "santuari" in Pakistan, durante l'inverno.

Altra cosa interessante
A little know fact is there are over 1,000 French troops in the region, including special forces units that are hunting al-Qaeda and Taliban fighters in the harsh mountains. Two French soldiers were recently killed fighting the Taliban. The French rarely release numbers of the Taliban and al-Qaeda killed during operations, and the numbers are high. The operations are truly 'dark.'


Quindi, in teoria potremmo essere anche oltre i 3.000, dato che i
francesi sono famosi per non farsi molti problemi in battaglia.
In Africa lo sanno bene.

E qui la parte interessante, da cui si vede che le discussioni in
alcuni blog possono portare spunti e informazioni molto interessanti:

Taliban's STRATEGY for 2006 has been well publicized by them. In 2006 NATO has assumed responsibility for South Afghanistan(troops are mostly Canada, UK , Holland, Australia). The Taliban thinks that the political support for this mission is weak. They think that if they kill sufficient numbers of NATO troops this year, NATO political support will collapse and NATO troops will pull out. From their point of view., the important factor is killing NATO troops. Number of Taliban killed is not important in their calculation. Apparently, they think they can sustain high casuality rates

The TACTICAL implemetation of their strategy is to send as many Taliban across the border as possible. It seems they think that skill level is not as important as numbers. There mission is killing as many NATO as possible. Therefore, they are not engaging in hit hand run. They take some ground expecting that this will force NATO to engage with the Taliban. And engagement will result in NATO casualite. I am sure they realize that holding ground will result in NATO bringing their supperior air and artillery to bear and that they will take high casualites. This is considered acceptable IF it also means that NATO will take casulties.

[discussione dei punti precedenti e traduzione con riassunto per chi
non sa l'inglese)

Se questa interpretazione è corretta, cosa che penso sia, i Talebani
stanno concentrando i loro sforzi e le loro truppe contro le forze
NATO e non contro le forze USA, dato che percepiscono le forze NATO
come vulnerabili dal punto di vista politico in caso di perdite e
forse meno efficaci ed efficenti delle truppe USA in battaglia.
Perdite elevate significa, secondo i talebani, che i governi
ritireranno le truppe.

Cercando di causare il maggior numero di perdite alle forze NATO nel
sud, i talebani stanno non solo buttando in Afghanistan tutta la carne
da cannone di cui dispongono, ma la stanno usando per conquistare e
tenere delle posizioni, sperando di spingere le truppe NATO in
combattimento ravvicinato e magari riuscire a infliggere un certo
numero di perdite (magari sopraffacendo un plotone, con un po' di
fortuna).

Apparentemente, i Talebani hanno assemblato gruppi della dimensione di
una Compagnia o di un Reggimento (100-300 uomini) a questo scopo.
Credo che da parte dei militari NATO la cosa non sia passata
inosservata e, dato che la strategia era dichiarata, hanno deciso di
lasciarli fare.

Una volta data al nemico abbastanza corda, le forze NATO hanno
posizionato le loro forze di terra in posizioni di blocco e di difesa,
e hanno usato l'aviazione per martellare i talebani, mentre da terra
impedivano loro di fuggire, ritirarsi o semplicemente muoversi.

Tutta la strategia sembra non aver funzionato gran che, dato che il
numero dei morti della NATO è basso, e non sembra aver un effetto
politico particolare. In compenso, il numero di morti dei talebani è
talmente alto da far pensare ad un mattatoio, o alle offensive suicide
iraniane durante la guerra Iran/Iraq.

Questa situazione mi fa venire in mente (IMHO) un tentativo dei
Talebani di ripetere una Offensiva del Tet, alla Battaglia di
Stalingrado e alla Guerra d'Inverno tra URSS e Finlandia.

La Battaglia di Stalingrado, perché è una battaglia con motivazioni
prettamente politiche (provocare abbastanza perdite NATO da far
crollare il supporto politico alla guerra contro i Talebani) che non
tiene conto dei costi umani e materiali di una simile scelta.

La Guerra d'Inverno, per il pauroso gap tra le perdite da un lato e
quelle dall'altro. Solo che quella volta i finlandesi erano in netta
minoranza di mezzi e di uomini e combatterono magnificamente ed
intelligentemente le disordinate orde sovietiche, mentre adesso
abbiamo dei combattenti talebani che, in netta minoranza di mezzi e
con uomini malamente addestrati, compiono delle azioni militarmente
assurde e poco dissimili dal suicidio.

L'Offensiva del Tet, perché dovrebbe avere un impatto sulle opinioni
pubbliche europee, come lo ha avuto sulla opinione pubblica americana
nel 1968. Una offensiva militarmente disastrosa e politicamente
vincente (grazie alla stampa degli USA).

L'errore fondamentale sta nell'aver sottovalutato la forza e la
capacità delle truppe NATO di infliggere perdite pesanti e di subirne
poche.
Non una sorpresa, se si pensa che i paesi coinvolti hanno sostenuto
due guerre mondiali sul loro territorio, con gli eserciti più potenti
dell'epoca. Evidentemente, al contrario di quello che pensano alcuni
americani e molti islamici, il pacifismo europeo non è un tratto
genetico selezionato dalle due guerre mondiali ma solo uno sfogo
dell'antiamericanismo di sinistra e di destra.

Un'altro errore fondamentale è stato quello di pensare che i paesi
NATO fossero maturi per cedere in Afghanistan, come molti hanno ceduto
in Iraq (Italia in testa, ma anche altri).
Al contrario, la valutazione è stata errata in più punti:

Primo, ritirandosi dall'Iraq, i governi europei tendono a distanziarsi
dalla "guerra americana" a Saddam principalmente per ragioni interne
(antiamericanismo), ma non volendo in alcun modo essere percepiti come
deboli verso il terrorismo (lezione appresa negli anni 70 e 80) hanno
praticamente spostato le truppe dall'Iraq all'Afghanistan per marcare
il loro sostegno alla difesa di un membro della NATO (disertare gli
impegni di difesa di un membro della NATO sarebbe un passo molto grave
con gravi conseguenze di politica interna ed estera). Per quanto
detestino il rischio di perdite militari, nessun politico della NATO
vuole essere il primo a scappare dall'Afghanistan e rischiare di
ritrovarsi fuori dalla NATO e dal suo ombrello protettivo.

Secondo, il fatto che il contingente NATO sia formato da più nazioni
fa si che il conteggio delle perdite sia smembrato in numeri più
piccoli. Gli italiani riportano le vittime italiane, i francesi quelle
francesi e così via. Il che da l'impressione di un numero di morti
inferiore al reale.
Raramente viene fatto un totale complessivo come per le truppe USA in
Iraq. E dato che il contingente in Afghanistan è di molto inferiore a
quello in Iraq, il totale delle morti è molto più basso.
Sommando le due cose, il risultato sull'opinione pubblica è di una
notizia ogni tanto di qualche morto in azione.

Il che ci porta al Terzo punto.
Cioè, in Afghanistan manca la copertura mediatica che c'è in Iraq.
Il paese è mediamente più pericoloso (o percepito tale) da parte dei
giornalisti; quindi lo evitano come la peste (a parte quelli veri).
Data la carenza di vie di comunicazione, arrivano pochissimi filmati
della guerra e la copertura massmediale si limita praticamente a Kabul.
Aggiungiamo che la guerra in Afghanistan è una cosa imbarazzante per
la stampa (che tende pesantemente a sinistra in generale). Non può
essere negata la giustezza dell'intervento causato dal 9/11, ma non
può neanche essere enfatizzata troppo, perché va contro l'ideologia
politica della maggior parte dei giornalisti e dei politici.
Quindi le notizie vengono date con pochi dettagli, con parsimonia e in
modo sbrigativo, ogni volta che è possibile.
Questo rende la guerra meno visibile all'opinione pubblica sia nelle
notizie positive (ovviamente "Stiamo vincendo" non vende secondo il
giornalista medio), ma anche per quelle negative (il che rende la
strategia talebana inefficace).



Le notizie apparentemente negative di questo periodo coinvolgono il
ritiro da parte dell'Esercito pakistano dal nord ovest del paese (zone
tribali, Waziristan, etc.) dopo un accordo con i capi tribali.
Questo in pratica lascia la zona in mano alle tribù, ai talebani e
al-Qaeda.

Sebbene sia una notizia negativa, questo lascia il campo aperto alle
forze USA per poter agire indisturbate contro al-Qaeda e i talebani,
senza rischio di incontrare truppe pakistane o che le truppe pakistane
allertino i talebani una volta avvisate delle operazioni degli USA.

Se aggiungiamo che la forza incaricata di localizzare e neutralizzare
bin Laden e Zawahiri (e che ha neutralizzato Zarkawi) ha già
neutralizzato una base di al-Qaeda dentro il Pakistan dove si
addestravano le reclute per la guardia personale di bin Laden;
il il comandante dell'unità ha il permesso e privilegio di entrare in
Pakistan come e quando vuole se l'obiettivo dovesse essere individuato
"l'autorità segue l'obiettivo", senza chiedere permessi a nessuno.

Si sa già che il Pakistan non muoverà un dito e si limiterà ad una
protesta formale, se le incursioni avverranno solo in casi estremi.

Mirco

06 settembre 2006

Governo, Call Center e le Basi dell'Economia

Leggo le riflessioni di Michele Antonelli sulla questione dei Call center e mi trovo a scoprire l'ennesima persona intelligente che non ha nessuna nozione di economia reale, o per lo meno è molto brava a nasconderlo.

Gli errori basilari sono leggibili già dal primo paragrafo:
Il primo errore è la convinzione che il governo possa intervenire sulla dinamica salariale senza influenzare la dinamica occupazionale o, per semplificare, pensare che obbligare i datori di lavoro ad aumentare i salari non causerà una diminuzione degli occupati o uno spostamento dell'occupazione all'estero.
Il secondo errore è quando chiede se "Lettrici, lettori avete mai visto un mercato che si turba?".
I mercati si turbano per molto meno ed in Italia abbiamo visto abbastanza interventi statalisti che volevano controllare per legge i mercati. Già il fatto che le regole possano e vengano cambiate regolarmente, secondo la volontà di chi sta in un ministero o di una assemblea eletta con un margine dello 0,2%, produce una distorsione del mercato. Chi volesse investire, cosa dovrebbe pensare, se non che domani le regole potrebbero cambiare ancora per adeguarsi alla necessità politica di questo o quel partito? Ovviamente a spese degli investitori.
Il terzo errore è dare una connotazione moralistica alla discussione, dando agli imprendori degli "pseudo-imprenditori" e accusandoli di lamentarsi per il non poter comprare alla moglie la terza automobile. In primo luogo, se quegli pseudo imprenditori rischiano il loro capitale nelle loro imprese, trovo che sia più che giusto che possano godere tutti i frutti del loro lavoro nel modo che meglio credono. Se hanno una moglie che vuole la terza automobile, il problema è solo loro.
Il quarto errore è lamentare che il personale dei Call Center viene pagato poco e male, paragonandoli ad agenti di commercio. Se un dipendente di Call Center volesse fare l'Agente di Commercio cosa lo ostacola? Non risulta che i dipendenti dei Call Center vengano costretti con la forza a lavorarvi, tutt'altro. Quindi, l'unica risposta che mi so dare è che non trovino delle alternative migliori ai Call Center.
Il quinto è l'arrabbiarsi se "
La cosa grave è che Atesina minacciali Governo di spostare alcune attività di call center all’estero, dove troverà sicuramente il modo di triplicare i propri utili a scapito sicuramente di povera gente e società dove il costo del lavoro è addirittura a livelli di terzo mondo. "
Ovviamente, se Atesina sposta i Call Center nel Terzo Mondo vuol dire che troverà costi del lavoro da Terzo Mondo. Ma se fosse vero che "troverà sicuramente il modo di triplicare i propri utili", mi domando perché non lo abbiano già fatto comunque; anzi se fossi un loro azionista mi arrabbierei notevolmente se non lo facessero. In quanto alla "povera gente del Terzo Mondo", sono certo che sarebbero felici di essere sfruttati da una società che li facesse lavorare seduti davanti ad uno schermo di computer per 3$ al giorno invece di essere senza lavoro o a far mattoni di fango a 1$ al giorno.
La sesta è l'accusare gli imprenditori che lavorano all'estero e poi importano i prodotti in Italia per venderli di affossare l'economia nazionale. Un vecchio e ricorrente errore mercantilistico e protezionistico. Al contrario, se l'imprenditore e l'azienda italiana producono o comprano una merce all'estero e la vendono in Italia con profitto, aiutano comunque in modo indiretto l'economia italiana. Certo non aiutano chi viene spiazzato da quella merce, ma tutto il resto della popolazione ne ha un vantaggio economico certo (le restano più soldi in tasca). Con il risparmio generale prodotto, diventa possibile incrementare i consumi di altre merci e servizi.

Comunque, in una cosa Michele Antonelli ed io siamo (quasi) d'accordo:
"Il gioco correre all’estero per sfruttare la povertà altrui, prima o poi arriva alla fine".
Ma ovviamente non per le stesse ragioni.
La fine arriverà non perché qui si sarà più poveri a causa delle importazioni, ma perché di li saranno più ricchi e non avranno voglia di lavorare nei Call Center. E quindi la necessità di redistribuire la ricchezza (immagino sempre quella altrui, mai la propria) non si porrà, dato che si sarà risolta da sola.

L'ultimo paragrafo è divertente:" Nelle scuole e nelle università oltre che insegnare gli aspetti tecnici di un indirizzo, si dovrebbe creare un modo nuovo di pensare all’impresa, come un padre fa con i suoi figli. L’etica e il rispetto stanno prima di ogni cosa. "
Aggiungiamoci anche lo studio, prima di tutto, dei fondamenti dell'economia reale e non di quella immaginaria. Leggere Mises o Hayek non ha effetti collaterali.

04 settembre 2006

Mussulmani britannici che combattono con i Talebani

La parte migliore della notizia è che molti di questi finiranno per farsi ammazzare in Afghanistan.
La parte peggiore è che i sopravvissuti potrebbero ritornare con capacità militari maggiori e la formazione ideologica per far danni in Europa.
La domanda più maliziosa è "Quanti sono i cittadini britannici mussulmani che combattono in Afghanistan contro i Talebani?".

02 settembre 2006

Vittime innocenti

Be' fino ad un certo punto:

Hizballah organizing children's militias: "A nation with suicide children is a victorious one." - Nasrallah deputy

Una posizione che Diliberto troverà "perfettamente normale"(TM).

Interessante anche l'età dei miliziani: 10-15 anni (perfettamente a norma con la legge Islamica immagino - avranno guardato se avevano i peli pubici prima di arruolarli).

Test antimissile positivo

Ottima notizia.
Questo non può che far piacere, data la tendenza degli ultimi anni alla proliferazione nucleare di stati governati da fanatici.
Basta che lo mettano in servizio al più presto anche per l'Europa.

Altro su Archontan

"Invito" all'Islam da parte di al-Zawahiri per gli americani

Le possibilità sono due, o al-Qaeda è incapace di mettere a segno un attacco decente contro gli USA e quindi è in gran parte ridotta a fare video propagandistici nascosta dentro un buco nel terreno come altri leader islamici e a combattere gli americani nei paesi islamici.
Oppure sta preparando qualche cosa di grosso.

In entrambi i casi non ne verrà nulla di buono per loro.
Più violenza negli USA significa ricordare agli elettori americani che la guerra non è finita, è personale e che stare sulla difensiva non paga comunque.
Per non dire che il clima per gli islamici in USA peggiorerebbe considerevolmente.